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Maurizio Bolognetti sospende lo sciopero della fame per Radio Radicale dopo 78 giorni

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Il giornalista aveva ricevuto diversi inviti a interrompere questa modalità di protesta a causa delle sue condizioni di salute

Bolognetti sciopero della fame sospeso | Sciopero della fame sospeso per Maurizio Bolognetti, il giornalista che per 78 giorni ha messo in atto una protesta non violenta contro il rischio chiusura di Radio Radicale, dovuta al mancato rinnovo della convenzione da parte del governo Conte.

Bolognetti, che alcuni giorni fa ha rilasciato un’intervista a TPI per spiegare le ragioni della sua protesta, la mattina di oggi, venerdì 17 aprile, ha reso noto di aver interrotto momentaneamente il suo sciopero.

“È stata una lunga marcia”, si legge in una nota del giornalista, “e credo che questa straordinaria mobilitazione alla fine eviterà l’interruzione di pubblico servizio e Radio Radicale potrà continuare a nutrire la democrazia malata di questo Paese, attraverso il suo flusso ininterrotto di conoscenza”.

Maurizio Bolognetti è segretario dei Radicali Lucani e collaboratore di Radio Radicale, per la quale ha realizzato numerosi reportage su vicende di inquinamento ambientale.

Nei giorni scorsi, Bolognetti ha ricevuto numerosi appelli di sostegno da parte di giornalisti, istituzioni ed esponenti civici, ma anche richieste di un passo indietro rispetto alla forma di protesta, che gli ha causato problemi di salute.

Bolognetti è stato ricoverato presso l’ospedale di Lagonegro, in provincia di Potenza, nella stessa giornata del 17 maggio.

“Perché l’ho fatto, perché lo facciamo? Perché crediamo nella forza della nonviolenza, perché pensiamo che ‘Parigi non vale una messa’ e che i mezzi prefigurino i fini. Lo facciamo per con-vincere che sta per vincere con. E se alla fine, come mi auguro accada, le nostre ragioni saranno ascoltate e accolte, avremo vinto tutti”.

“Da attivatori di democrazia quali siamo”, promette Bolognetti, “continueremo a batterci in difesa di beni immateriali che hanno un riflesso fin troppo reale sulla vita dei singoli e delle comunità. Le parole non sono solo parole e, per quanto mi riguarda, tra il lasciar perdere e il non mollare continuerò a tenermi stretto il non mollare”.

Un ringraziamento pubblico al giornalista è arrivato da Gianni Pittella, che su Twitter ha scritto: “Grazie Maurizio Bolognetti, per le tue instancabili battaglie per la sopravvivenza di Radio Radicale, ma anche per avere interrotto lo sciopero della fame prima che potesse farti veramente male. Continuerò sempre a combattere al tuo fianco per salvaguardare la libertà di stampa!”.

L’esponente dei Radicali e del Pd Roberto Giachetti intanto ha annunciato di aver avviato uno sciopero della sete per salvare Radio Radicale, rivolgendo un appello a Salvini e Di Maio.

La petizione online per chiedere al governo di salvare Radio Radicale ha raggiunto quasi 110mila firme ed è disponibile qui.

“Da 61 giorni in sciopero della fame per salvare Radio Radicale”, a TPI parla Maurizio Bolognetti

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