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È morto il figlio dell’architetto di Hitler

Di Stefano Mentana
Pubblicato il 28 Set. 2017 alle 13:20 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:04
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Immagine di copertina

Albert Speer Junior era un architetto di fama internazionale, titolare di uno studio con sedi a Francoforte e Shangai, molto attivo anche in Arabia Saudita e nel Qatar, dove ha collaborato a diversi progetti in vista dei mondiali di calcio del 2022. Ma ciò che ha accompagnato la sua vicenda umana e professionale è stata quella di essere il figlio di Albert Speer, l’architetto del regime nazista, amico personale di Adolf Hilter, autore di numerosi progetti divenuti solo in piccola parte realtà e condannato a 20 anni di reclusione nel processo di Norimberga.

Albert Speer Junior è morto il 15 settembre 2017 a Francoforte, dove viveva, all’età di 83 anni. Lo studio per cui lavorava ne ha dato la notizia nei giorni seguenti.

Ma qual è stata la sua vita professionale? Come spesso succede per i figli d’arte che proseguono la professione dei padri, i paragoni vengono spontanei, ma in questo caso il risultato rischia di essere sorprendente. Albert Speer padre, l’architetto di Hitler, realizzò progetti faraonici, a partire dalla Welthaupstadt Germania, la capitale del Reich tedesco e del mondo intero voluta dal regime nazista e dal suo edificio principale, la Volkshalle, uno spazio dominato da un’immensa cupola che avrebbe dovuto simboleggiare il nuovo ordine del mondo.

La disfatta nazista in guerra fece sì che di questa nuova Berlino non fu realizzato quasi nulla, e oggi ne restino solo l’Olympiastadion, realizzato per le Olimpiadi del 1936, e il quasi impronunciabile Schwerbelastungskörper, un blocco in cemento armato realizzato per testare la tenuta del terreno di fronte a costruzioni di dimensioni particolarmente grandi.

Per quanto Speer sia stato per i suoi progetti uno dei più noti architetti del XX secolo, delle sue opere non è stato realizzato praticamente nulla.

Diversamente, seppur molto meno famoso, Albert Speer Junior ha lasciato un segno ben più tangibile del padre sulle città in cui ha lavorato. A lui si devono il piano regolatore dell’Expo di Hannover, quello della capitale nigeriana Abuja e quello del quartiere di Francoforte dove ha sede la Banca Centrale Europea, conosciuto come Europa Viertel. Aveva anche iniziato a lavorare a progetti per la candidatura di Monaco alle Olimpiadi invernali del 2018 (non andata in porto) e alle strutture per i mondiali che si terranno in Qatar nel 2022.

Se le architetture del padre sono note per le dimensioni eccessive, al contrario l’idea di Albert Speer Junior, come detto da lui stesso, era quella di rispettare le dimensioni umane e le culture locali di dove le sue opere venivano realizzate. Una cosa che testimonia come durante la sua vita, come raccontato in un’intervista rilasciata al Suddeutsche Zeitung, abbia sempre cercato di creare un profilo e un’identità separate da quella del padre.

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