Impiegata del Comune di Zandobbio (Bergamo) morta trafitta dalle forbici: si pensa a un omicidio

Bruna Calegari, 59 anni, è stata trovata morta nell’ufficio tecnico del Comune di Zandobbio. Si pensa sia stata trafitta da un paio di forbici, ritrovate sporche di sangue. Le piste: omicidio, incidente o lite

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 1 Nov. 2019 alle 11:25 Aggiornato il 1 Nov. 2019 alle 15:40
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Immagine di copertina

Zandobbio, impiegata del comune trovata morta: trafitta da forbici. Non si esclude l’omicidio

È una morte apparentemente inspiegabile quella di Bruna Calegari, impiegata 59enne del comune di Zandobbio, in provincia di Bergamo, trovata dai colleghi riversa a terra nel suo ufficio nella giornata di giovedì 31 ottobre 2019, intorno alle 14.

Accanto al cadavere, che ha una profonda ferita al petto più altre due più superficiali (una delle quali sul collo), sono stati trovate una scaletta treppiede sporca di sangue e delle grosse forbici. Con ogni probabilità, la ferita più profonda sul corpo di Bruna Calegari è stata provocata proprio dalle forbici ed è per questo che al momento gli investigatori non si sentono di escludere nessuna pista: può essere stato un incidente, ma anche un omicidio.

La procura ha disposto l’autopsia, che verrà svolta martedì 5 novembre e sarà utile per capire se la donna si sia difesa da un’altra persona o meno. L’ufficio dell’impiegata, al primo piano del municipio, è stato posto sotto sequestro.

Morte di Bruna Calegari, la ricostruzione delle ultime ore dell’impiegata

I carabinieri, per tutto il pomeriggio e fino a tarda sera, hanno interrogato i dipendenti del comune di Zandobbio, che da anni condividevano con Bruna Calegari le ore di lavoro.

Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, la donna aveva finito il suo turno alle 12:30. Ma spesso si tratteneva oltre l’orario, per sbrigare alcune pratiche. È successo anche il giorno della sua morte. Alle 13, alcuni colleghi hanno dichiarato di aver sentito un rumore, come un tonfo, provenire dal suo ufficio. Ma in quel momento non hanno dato molto peso all’accaduto.

Alle 14, però, quando il geometra che dirige l’Ufficio tecnico del comune è entrato nel suo ufficio per iniziare il turno di lavoro, ha trovato Bruna Calegari riversa a terra. Inutili i soccorsi: la donna è morta.

Da quel momento, i carabinieri hanno provato a ricostruire le ultime ore di vita della donna. Nel corso delle indagini è emersa anche una discussione che l’impiegata aveva avuto in mattinata con un ragazzo del servizio civile: sentito dagli investigatori, però, quest’ultimo viene presto scagionato dai suoi orari di lavoro e dalle immagini delle telecamere.

Così, fino a tarda sera, all’interno del municipio si sono svolti interrogatori a oltranza. Mentre proseguono le indagini, si attendono con ansia anche i risultati dell’autopsia sul corpo della vittima.

Chi era Bruna Calegari

“Chi poteva voler male a Bruna? Nessuno”, ha dichiarato la sindaca di Zandobbio, Mariangela Antonioli, ai microfoni del Corriere della Sera. “Era trasparente e devota al lavoro. La conosco dal 2009, quando sono stata eletta, ma lavorava qui già da tempo, prima all’anagrafe e poi all’ufficio tecnico. Sono sconvolta, è un dolore fortissimo. Speriamo si chiarisca tutto in fretta”, ha aggiunto la prima cittadina.

Bruna Calegari era sposata. Con il marito, Mario Borali (che ha un’azienda informatica, dirige il coro degli Alpini ed è accorso subito in municipio) ha avuto quattro figli: Elena, 33 anni; Daniela, 28; Gabriele, 15; e Simone, che attualmente si trova all’estero per motivi di studio.

Oltre al suo lavoro al municipio di Zandobbio, la donna prestava servizio come volontaria nella protezione civile.

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