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Home » Cronaca

Zaki a ‘Che tempo che fa’: “Vorrei essere a Bologna anche domani”

Immagine di copertina

“Mi sembra di essere in un sogno”: il 12 dicembre Patrick Zaki è intervenuto in collegamento al programma ‘Che tempo fa’ su Rai3, di Fabio Fazio. Lo studente egiziano, libero dopo 22 mesi di carcere, è stato accolto da un lungo applauso in studio.

“Ho capito cosa stava succedendo – ha raccontato Zaki – quando sono stato in grado di guardare la strada e uscire dal posto di polizia e mi hanno tolto le manette“. Il ragazzo parla in inglese, “ero molto confuso, ho chiesto ai miei familiari cosa stesse succedendo, quando sono salito in macchina non riuscivo a capire che mi avessero liberato”.

Zaki ha poi ricordato l’inizio dell’incubo, di quando il 7 febbraio 2020 gli fu chiesto di “aspettare al controllo passaporti”. Poi è stato tagliato fuori da tutto: “Spero non capiti a nessuno”. In questi mesi ha sempre “creduto nella sua innocenza” e per lui è stato molto importante “l’interesse e l’amore di tutti quelli che mi hanno aiutato, della mia famiglia, dell’Italia, di tutti i miei bolognesi”.

Bologna

Zaki studiava all’Alma Mater Studiorum di Bologna e nel corso della trasmissione ha spiegato di voler tornare tra i suoi colleghi di università. Dice di non poter lasciare il Paese perché è in attesa di una sentenza e la prossima udienza è fissata per i primo febbraio. Ma, sottolinea Zaki, “per il momento non ho nessun divieto di viaggiare e vorrei essere a Bologna anche domani”.

Zaki esprime il desiderio di finire gli studi a Bologna e sogna di vivere in Italia per sempre. “Voglio fare qualcosa per questa città che mi ha aiutato” ha detto Zaki che ha anche scherzato sulla quadra di calcio della città e i suoi ultimi risultati in campionato. Vorrebbe tornare allo stadio.

Italia

Zaki, oltre a Bologna, ha ringraziato tutta l’Italia, la politica e la società civile che si è spesa per la sua vicenda. In Italia tanti hanno gioito per la sua liberazione, a cominciare dalla senatrice a vita Liliana Segre che ha auspicato un incontro quando sarà possibile. E poi Amnesty International: “Il sorriso di Zaki dopo 22 mesi di incubo ha provocato un’emozione fortissima. Le sue parole hanno confermato che Bologna ha avuto un effetto-resistenza sul suo stato d’animo. Lo aspettiamo presto anche se sappiamo che tra il suo desiderio e la su realizzazione c’e’ di mezzo ancora un’udienza del processo”.

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