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Vongole cancerogene pescate nella melma e vendute in pescheria

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 8 Lug. 2019 alle 10:05 Aggiornato il 8 Lug. 2019 alle 10:10
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Immagine di copertina

Vongole alla melma nella foce del Sarno, a Castellammare di Stabia, vendute in pescheria e potenzialmente cancerogene. Le analisi condotte da Arpac e dall’Istituto Zooprofilattico di Portici sui campioni di acqua, di sabbia e sui molluschi parlano chiaro: le vongole al veleno sono potenzialmente velenose, come scrive Il Mattino di Napoli.

Eppure attorno alle vongole del Sarno è nato un vero e proprio business. I giornali locali parlano di guadagni importanti grazie al consistente numero di frutti di mare presenti nell’area: da sei chili di sabbia, si ricava oltre un chilo e mezzo di vongole. Il fiume in questione, però, risulta essere il più inquinato d’Europa e di conseguenza i molluschi potrebbero essere velenosi per la sospetta presenza di metalli pesanti.

I sub si immergono nel fiume Sarno e cacciano i frutti di male velenosi. Secondo le indagini condotte dalla Guardia costiera, nella persona del comandante Ivan Savarese, le vongole alla melma pescate alla foce del Sarno sarebbero pescate dalle stesse persone che martoriano la costa di Sorrento, estraendo illegalmente i datteri di mare.

Per settimane e settimane la guardia costiera ha monitorato l’area del Sarno riuscendo a cogliere in flagrante uno dei sub del business delle vongole alla melma potenzialmente cancerogene. L’uomo è stato arrestato per il reato di pesca vietata, ma l’uomo rischia ancora di più: si potrebbe profilare, infatti, l’accusa di attentato alla salute pubblica.

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