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Variante Delta, 15 milioni di italiani a rischio. Il Governo pensa a nuove regole

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Credit: EPA/Manuel Lorenzo

L’intera Italia oggi entra in zona bianca e abbandona le mascherine all’aperto (a meno che non ci si trovi in luoghi affollati). “È un risultato incoraggiante, ma servono ancora cautela e prudenza, soprattutto alla luce delle nuove varianti”, avverte il ministro della Salute Roberto Speranza. Tra le mutazioni del virus, infatti, quella che preoccupa di più è sicuramente la variante Delta.

A Maiorca, in Spagna, ha colpito 850 ragazzi e ha costretto 3mila persone alla quarantena nell’isola. Un contagio di massa legato alla temuta variante Delta che ora mette paura anche all’Italia. Con una contagiosità doppia, secondo gli esperti, rispetto al tradizionale Covid-19, la variante sta innescando pericolosissimi focolai.

Individuata per la prima volta in India, la mutazione Delta sta costringendo molti angoli del pianeta a ripiombare nei lockdown, facendo segnare nuovi preoccupanti bilanci di morti e contagi. Come nel caso della Russia dove Mosca registra il maggior numero di decessi dall’inizio della pandemia.

Una fiammata che preoccupa anche i Paesi con le campagne vaccinali più virtuose: Israele è stato costretto a reimporre le mascherine all’aperto e la Gran Bretagna, con balzi di contagi di giorno in giorno, ha visto i contagi nelle scuole aumentare del 70% in una sola settimana.

Identificata per la prima volta ad aprile, la variante Delta, la più contagiosa tra i vari ceppi, è ora presente in almeno 85 Paesi, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità. E avanza anche in Italia dove i contagi sono passati dal 4,2% del totale delle infezioni di maggio al 16,8% di giugno. Tranquillizza il fatto che le due dosi di vaccino fornirebbero comunque una forte protezione contro il mutante.

Ma resta forte la preoccupazione in vista delle partenze per le vacanze estive. In Italia, come fa notare Repubblica, sono più di 15 milioni coloro che, se abbandoneranno comportamenti responsabili e prudenti, potrebbero diventare potentissimi diffusori di virus. Si tratta dei più giovani, tra i 12 e i 40 anni, la fascia d’età in cui la percentuale di persone con il ciclo vaccinale completo è ancora bassissima: meno di 2 milioni su una platea di oltre 17. “Tutti gli altri, dunque più di 15 milioni di giovani, ancora non vaccinati o con una sola dose (5,5 milioni), sono ad altissimo rischio di incrociare la variante Delta e diffonderla visto che – secondo gli ultimi studi – solo con due dosi si è protetti dal contagio della nuova variante che si avvia a diventare prevalente anche in Italia“, sono i dati messi in risalto da Repubblica. Ma non solo giovani: gli over 60 che non hanno ancora ricevuto neanche la prima dose in Italia sono 2,8 milioni.

Alla luce di questo rischio, il governo di Mario Draghi nelle prossime settimane potrebbe decidere di imporre una revisione del Green Pass che, in Italia, viene rilasciato anche a chi è vaccinato con una sola dose. In tanti altri paesi europei, invece, il certificato verde che consente viaggi e spostamenti sul territorio europeo, viene concesso solo a chi ha ricevuto le due dosi di vaccino.

“Diamoci al massimo due settimane e vediamo i dati dei prossimi monitoraggi. Di certo il Cts dovrà fare una riflessione. Se verrà confermato che l’efficacia dei vaccini contro la variante Delta è significativa solo dopo la seconda dose e se la variante dovesse diffondersi in modo esponenziale, non c’è dubbio che i criteri di concessione del Green pass dovranno essere rivisti. Abbiamo faticosamente creato le condizioni per togliere l’obbligo di mascherina all’aperto e per riaprire le discoteche ma non possiamo adesso fare errori e sottovalutare eventuali situazioni di rischio come potrebbe essere quella di ammettere persone non protette in contesti dove il distanziamento non può essere garantito”, dice il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri.

I giovani devono poter tornare in discoteca con atteggiamento responsabile e con il green pass. Devono riappropriarsi della propria socialità, della libertà. La vaccinazione è un atto di consapevolezza e responsabilità. Con quella dei giovani si limita la circolazione del virus e delle varianti”, afferma il generale Figliuolo.

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