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Vaccini, i medici chiedono lo “scudo penale”. Anelli (Fnomceo): “Il rischio è che rifiutino di vaccinare”

Il presidente Fnomceo Filippo Anelli: "Se per ogni somministrazione ed effetto collaterale i medici rischiano di finire davanti ai giudici, è chiaro che le adesioni alla campagna vaccinale sono più complicate"

Di Anna Ditta
Pubblicato il 15 Mar. 2021 alle 12:06 Aggiornato il 15 Mar. 2021 alle 12:08
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Immagine di copertina

Dopo il caso dei medici finiti sotto inchiesta per la morte di alcune persone cui era stato somministrato il vaccino anti-Covid AstraZeneca (e a proposito delle quali per il momento non è stato accertato nessun legame con il vaccino), il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli ha rivolto un appello affinché si pensi a una sorta di “scudo penale” per i medici vaccinatori.

“Molti colleghi sono spaventati da quello che è successo in Sicilia”, ha detto Anelli all’Ansa. La magistratura fa il suo doveroso lavoro e sono ‘atti dovuti’ ma serve mettere in serenità gli operatori”. Secondo il medico, occorre pensare a “una sorta di ‘scudo penale’, un intervento legislativo idoneo, senza sconvolgere i nostri principi democratici, per dare in un questa fase emergenziale la possibilità al medico di potersi esimere dai problemi di carattere colposo“.

“Non ci vuole molto a immaginare cosa pensano i colleghi: sono tutti spaventati”, ha dichiarato Anelli in un’altra intervista pubblicata oggi sul Giornale. “Se per ogni somministrazione ed effetto collaterale i medici rischiano di finire davanti ai giudici, è chiaro che le adesioni alla campagna vaccinale sono più complicate. Abbiamo piena fiducia nella magistratura, però vorremmo che lo Stato mettesse i medici nella condizione di fare bene il loro lavoro con serenità senza essere colpevolizzati”.

A proposito dello scudo penale ai medici, Anelli dice: “Chiediamo un provvedimento straordinario, vista la situazione, perché il problema che abbiamo in questo momento è di tranquillizzare la categoria che si appresta a fare la vaccinazione di massa. Parliamo di decine di milioni somministrazioni ed è chiaro che su numeri così alti la probabilità di qualche evento seppure raro c’è sempre: se di fronte a tutto questo si deve scatenare una tempesta giudiziaria e mediatica diventa difficile”, aggiunge il presidente della Fnomceo. “Non è accettabile che ricadano sulle loro spalle quelli che, anche solo a livello di indagini per escludere una correlazione, sono gli inevitabili rischi”.

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