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Vaccini Lazio, D’Amato lancia l’allarme: “Preoccupato per i ritardi di AstraZenaca”

Immagine di copertina
Credit: Ansa

Vaccini Lazio, D’Amato: “Costretti a bloccare tutto se non arrivano dosi”

“Le dosi AstraZeneca sono in arrivo sabato 3 aprile. La consegna non sarà domani ma sabato e questo mi preoccupa un po’”, a lanciare l’allarme è l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

“Non dipende dal generale Figliuolo ma dalle case farmaceutiche”, ha sottolineato D’Amato. Alla domanda se l’arrivo delle dosi nella giornata di sabato, e non in quella di domani, comporterà la temporanea sospensione della campagna vaccinale, D’Amato ha risposto: “Stiamo facendo verifiche approfondite”.

“Mi auguro che tale sospensione venga scongiurata. Abbiamo messo in esercizio una macchina imponente che non deve fermarsi. Da ieri notte abbiamo aperto le prenotazioni anche per l’età 66 e 67 e sono già oltre 36 mila i prenotati. Abbiamo un milione di prenotazioni da qui a maggio. Servono i vaccini!”.

Poco dopo, il commissario all’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, ha cercato di tranquillizzare affermando che tra “oggi e domani arriveranno oltre 1,3 milioni di dosi di AstraZeneca”.

“Stiamo continuando nel nostro giro di verifica perché la macchina sia pronta quando a brevissimo avremo un’alta disponibilità di vaccini” ha dichiarato Figliuolo da Cagliari sottolineando che sono già arrivate 500mila vaccini di Moderna e oltre un milione di dosi di Pfizer: “Questo darà nuovo fiato alle trombe per poter fare il Piano in maniera coerente”.

Intanto, il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha annunciato che dal 20 aprile inizieranno le vaccinazioni nelle farmacie. Il siero prescelto sarà quello monodose di Johnson & Johnson, mentre le somministrazioni inizieranno con fascia d’età che va dai 60 ai 55 anni.

E sui numeri di vaccini Zingaretti a SkyTg24 ha dichiarato: “Il tema non è la distribuzione dei vaccini, in questo istante saremmo in grado di triplicare la dose da dare alle persone. Il problema più grande è quello dei richiami, perché questi sono vaccini che hanno due dosi e quando, come nel Lazio, hai fatto un milione di vaccinati bisogna continuare ma stare anche molto attenti ad avere i magazzini pieni per fare la seconda dose”.

“Un margine di rischio c’è e bisogna correre, ma con i vaccini – ha continuato il governatore del Lazio – perché altrimenti arrivare al 90% delle dosi diventa un grande rischio, se dovesse accadere qualcosa rispetto al comportamento delle cause farmaceutiche che stanno fornendo il prodotto”.

Leggi anche: Decreto Draghi: restrizioni, visite a parenti e amici, viaggi. Cosa si potrà fare (e cosa no) ad aprile

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