Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:24
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Home » Cronaca

Quali sono i sintomi della variante Omicron che non dobbiamo sottovalutare

Immagine di copertina

Da lunedì Marche, Liguria, Veneto e la provincia autonoma di Trento passano in giallo. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l’ordinanza, dopo che è stata superata la soglia di allerta nei tre parametri per il cambio di colore. Secondo il monitoraggio settimanale dell’Iss, 9 Regioni superano la soglia di allerta – fissata al 10% – di occupazione nelle terapie intensive. Intanto la progressione dei contagi fa registrare un nuovo picco: è da oltre un anno, da fine novembre del 2020, che non si registrano oltre 28mila casi in un giorno.

Sono queste le dirette conseguenze della variante Omicron che sta facendo tremare i governi d’Europa e non solo. Lo studio di Hong Kong che tanto ha fatto in questi giorni sembra mostrare un impatto della variante superiore sui bronchi (dove il virus si replica 70 volte in più rispetto alle varianti originali) rispetto ai polmoni (dove sembra incidere 10 volte in meno). Un particolare che potrebbe realmente aver reso meno aggressiva la malattia.

Tim Spector, capo scienziato dell’app Zoe ha affermato che la maggior parte delle persone infette non soffre più della classica “triade” composta da tosse persistente, febbre e perdita dell’olfatto e del gusto. Il suo team – ha dichiarato a Sky News – deve ancora raccogliere “dati accurati” sui sintomi di Omicron, ma che i risultati iniziali suggeriscono come siano molto diversi da Delta, presentando quadri più lievi e più simili al raffreddore rispetto alle varianti precedenti. “In linea di massima – ha detto il professor Spector – quello che stiamo vedendo ora è che la maggior parte delle persone che risultano positive al tampone molecolare hanno effettivamente sintomi simili al raffreddore e non hanno la classica triade che ci ha abituato in precedenza. È infatti emersa una condizione sintomatica più lieve che a molte persone sembra proprio un forte raffreddore”.

Come si traduce tutto questo? Sintomi più leggeri significa meno tamponi. E da qui maggiore diffusione del virus. “Le persone non possono più attendere di soffrire della perdita del gusto e dell’olfatto, o la tosse persistente, per fare un tampone. È fondamentale non sottovalutare sintomi come il banale raffreddore, o un semplice mal di testa, perché più del 50% delle persone che si presenta senza i classici sintomi del Covid, risulta comunque positivo al test”.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Covid, oggi 192.320 casi e 380 morti: tasso di positività al 16,3%
Cronaca / Donne e lavoro, la pandemia ha peggiorato la situazione: occupazione al 49%
Cronaca / Scuola, Bianchi: “93,4% delle classi sono in presenza”
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Covid, oggi 192.320 casi e 380 morti: tasso di positività al 16,3%
Cronaca / Donne e lavoro, la pandemia ha peggiorato la situazione: occupazione al 49%
Cronaca / Scuola, Bianchi: “93,4% delle classi sono in presenza”
Cronaca / Pregliasco a TPI: “Priorità ai vaccinati? È una scelta normale, altrimenti restano a casa i casi gravi”
Cronaca / Venezia, Malkovich in laguna per girare una serie tv: respinto dall’Hotel per il green pass scaduto
Cronaca / Raoul Bova a processo con l’accusa di lesioni e minacce: fece a botte con un automobilista
Cronaca / Meloni positiva al Covid a Natale. Negativa alla ripresa delle attività
Cronaca / Ruby ter, difesa Berlusconi chiede rinvio processo per elezione Quirinale. Giudici accolgono
Cronaca / Vertice del centrosinistra sul Quirinale, Letta: “Nessuna intesa sui nomi, ne parleremo con il centrodestra”
Cronaca / “In passato abitavo ai Parioli e avevo tre Ferrari”. La storia di Alberto che oggi vive per strada