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Covid e scuola, dall’obbligo del Green Pass alle polemiche: le regole sul rientro in classe

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Credit: Ansa

Oggi, lunedì 13 settembre, inizia il terzo anno scolastico in tempi di pandemia di Covid-19. Ad esclusione della provincia di Bolzano, che ha già riaperto le scuole da una settimana, e di Puglia e Calabria dove i ragazzi torneranno in classe il 20 settembre. Test salivari, finestre aperte o impianti di aereazione, piattaforma per verificare i Green pass: sono le nuove misure per contrastare il rischio di contagi. L’ultima novità è l’obbligo del certificato verde non solo per tutto il personale scolastico ma anche per i genitori e accompagnatori degli alunni e per chiunque entri negli istituti, una notizia che ha scatenato la protesta di molte famiglie. Le mascherine, almeno per ora, andranno indossate e si potranno togliere solo alla mensa e in palestra; saranno fornite dalle scuole come lo scorso anno. 

Green Pass a scuola

Ieri, sabato 11 settembre è entrato in vigore, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto del governo che estende l’obbligo del Green pass a “chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative”. Oltre al personale scolastico degli istituti di ogni grado (docenti, amministrativi, collaboratori) anche i genitori e gli eventuali accompagnatori degli alunni, come baby-sitter e altri parenti, per entrare a scuola dovranno presentare un Green pass valido. Esclusi dall’obbligo del certificato verde sono “i bambini, gli alunni, gli studenti” e chi frequenta “i sistemi regionali di formazione”, a eccezione di “coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori”. Gli unici studenti ad avere l’obbligo di Green pass, per partecipare alle lezioni in presenza, sono gli universitari.

Controlli del Green Pass

L’obbligo del Green Pass comporta inevitabilmente la necessità di effettuare controlli quotidiani. Il decreto affida il compito ai dirigenti scolastici o a chi ha la responsabilità degli “istituti scolastici, educativi e formativi”. Nel caso in cui l’accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, “la verifica sul rispetto delle prescrizioni deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro”. Quando ad esempio il dipendente di una ditta di rifornimento alimentare che porta il cibo nelle mense delle scuole il controllo del Green Pass verrà effettuato dal responsabile della ditta, non dai dirigenti scolastici dell’istituto.

Green pass, multe da 400 a 1000 euro

Il decreto prevede multe da 400 a mille euro per il personale, anche esterno, sprovvisto di Green pass. La sanzione si applicherà anche ai presidi e ai datori di lavoro per non aver vigilato correttamente. Le regole sono valide, salvo proroghe future, fino al 31 dicembre 2021, data di scadenza dello stato di emergenza per la pandemia. Il controllo della validità dei Green pass, a partire da lunedì 13 settembre, avverrà attraverso una piattaforma studiata dal ministero dell’Istruzione insieme a quello della Salute e al Garante per la privacy ed elaborata da Sogei.

Test salivari

Per quello che riguarda i test salivari, il piano prevede di monitorare almeno 55mila alunni ogni 15 giorni. Un campione, dunque, di circa 110mila studenti al mese, rappresentativo della popolazione scolastica di riferimento che ammonta ad un totale di circa 4 milioni 200mila alunni. Ad essere coinvolti, su base volontaria, studenti delle classi primarie e secondarie di primo grado, ossia elementari e medie. Nel Lazio è stata individuata una platea di 30mila studenti.

Areazione delle aule

Per il ricambio dell’aria il Comitato tecnico scientifico ha stabilito che dovrà essere assicurato aprendo le finestre ma sono stati stanziati fondi con i quali le scuole possono autonomamente decidere di installare impianti di filtraggio e pulizia dell’aria “anche perché un conto è aprire le finestre in inverno a Bolzano, altro è farlo a Palermo”, ha osservato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Quarantena per i positivi

Uno dei problemi sollevati dai dirigenti scolastici in questi giorni riguarda le quarantene nel caso vi sia un positivo in classe. Lo scorso anno erano di 10 giorni che diventavano poi 14 per poter avere l’esito del tampone dopo l’isolamento, ora la legge prevede che per i vaccinati scenda a 7 giorni ma i dirigenti scolastici mettono in guardia dalla difficoltà che sorgeranno in classi in cui una parte è vaccinata un’altra no, con periodi di quarantene, dunque, diversi.

Trasporti

Tra le misure sulle quali si è maggiormente lavorato per garantire il distanziamento, sono i trasporti locali: il ministro Giovannini ha assicurato che sono stati triplicati i finanziamenti. Si vedrà da lunedì come andrà, soprattutto nelle grandi città dove sono state intensificate le corse bus: a Roma ad esempio sono 3500 in più.

Proteste contro l’obbligo del Green Pass. Rischio scioperi

“Le famiglie sono molto preoccupate”, dice a SkyTg24 Chiara Iannarelli, vicepresidente dei genitori di Articolo 26, associazione del Forum nazionale delle associazioni dei genitori della scuola. L’estensione ai genitori “rischia di mettere in difficoltà tutti, ancor più chi ha tanti figli o ha organizzato già nonni e baby-sitter per l’accompagnamento dei bambini. C’è anche il rischio di creare discriminazioni: ci sarà il bambino che potrà salutare il genitore in classe e chi dovrà farlo dalla finestra. Ci auguriamo che il governo torni indietro”, ha detto Iannarelli. I presidi italiani si dicono invece preoccupati che l’estensione dell’obbligo ai genitori possa creare problemi di gestione all’ingresso e all’uscita da scuola, con rischio di “code all’interno e all’esterno e assembramenti”.

L’Anief – Associazione nazionale insegnanti e formatori – ha già annunciato scioperi in date coincidenti con quelle dell’inizio delle lezioni nelle varie regioni. “Invece di investire – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – su personale, spazi e nuovi rapporti numerici alunni-docenti, si è deciso di scaricare le responsabilità addosso ai dipendenti scolastici pensando illusoriamente che il Green Pass possa garantire la sicurezza per la salute”.

Noi siamo contrari a questa linea – prosegue Pacifico – tanto da non avere sottoscritto il protocollo sulla sicurezza, perché senza più il distanziamento quest’anno i focolai rischiano di superare quelli del 2020/21. Fermarci il primo giorno delle lezioni non fa certo piacere: è una scelta difficile ma purtroppo necessaria, perché chi governa la scuola deve sapere che si sta andando nella direzione sbagliata”.

Anche altre sigle sindacali scolastiche hanno detto la loro sull’estensione dell’obbligo del pass. Per Flc Cgil, la nuova norma è “logica conseguenza dell’attuazione piena del provvedimento”. Tuttavia, dice il segretario generale Francesco Sinopoli, “il governo ha scaricato la responsabilità sulle scuole mentre doveva procedere all’obbligo vaccinale. Bisogna non avere idea di come funzionano le scuole per pensare di attuare il Green pass a questo contesto”.

Docenti vaccinati

Il personale scolastico vaccinato supera ad oggi il 93%, in cinque regioni raggiunge il 100%: Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Toscana.

Il ministro Bianchi: “Mai più intere scuole in Dad”

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in un’intervista a Repubblica promette che “Se il contagio è in una classe, si isola la classe. Non vedremo più intere regioni con i plessi chiusi per il Covid. Abbiamo scelto un approccio strutturale per non tornare più in Dad. La scuola sarà l’ultima a chiudere. Le vaccinazioni corrono tra ragazzi e prof: quando saremo al 100% l’obiettivo è togliere la mascherina. Lavoriamo per una nuova normalità, a chi contesta il certificato verde chiedo di fidarsi della scienza“.

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