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Sabrina Ferilli offre uno stipendio e assistenza legale all’operaio dell’ex Ilva licenziato dopo il post sulla sua fiction

Immagine di copertina
Sabrina Ferilli (Ansa), ex Ilva (Ansa) e l'operaio licenziato Riccardo Cristello.

Il caso dell'operaio di ArcelorMittal licenziato dopo il post che invitava a guardare la fiction "Svegliati amore mio": l'aiuto dell'attrice, i sindacati, gli scioperi e l'intervento del ministro Orlando

Partiamo dall’inizio. Il 2 aprile scorso il sindacato Usb ha denunciato la volontà del gruppo siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva di Taranto, ndr) di licenziare due dipendenti avevano condiviso un post su Facebook (peraltro copiato e incollato da altri, quindi si tratta di messaggio comunque non loro) intorno al 24 marzo che invitava a seguire la fiction “Svegliati amore mio” con protagonista Sabrina Ferilli, legandola al dramma dell’inquinamento a Taranto.

La mini serie di Canale 5 racconta la lotta di una mamma (interpretata, appunto, da Sabrina Ferilli, ndr) che denuncia l’inquinamento un’acciaieria chiamata Ghisal, le cui polveri sottili provocano una leucemia alla figlia della protagonista e ad altri bambini della città che ospita la fabbrica siderurgica.

Due lavoratori di ArcelorMittal hanno condiviso il post social sulla fiction sceneggiata e diretta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi. Inizialmente sono stati entrambi sospesi, poi uno dei due, Riccardo Cristello, è stato licenziato. L’altro operaio, invece, è stato reintegrato perché ha chiesto scusa, attraverso un post pubblico su Facebook, per i contenuti del messaggio social condiviso in precedenza ritenuti offensivi e denigratori da parte all’azienda che gestisce lo stabilimento siderurgico di Taranto.

Riccardo Cristello post facebook
Il post Facebook (copiato e incollato da altri) che è costato il licenziamento all’operaio Riccardo Cristello

Il tecnico di controllo costi Riccardo Cristello, invece, come dicevamo, dopo la sospensione è stato licenziato. A 45 anni, dopo 21 anni di servizio all’acciaieria ex Ilva e con due figli a carico. “Non ho scritto nulla di offensivo nei confronti di ArcelorMittal, non ho fatto alcun commento, non ho mai citato l’azienda, eppure dopo 20 anni vengo trattato come un semplice numero: non me lo merito”, dice l’operaio a Repubblica. “Ho fatto solo copia e incolla di un post su Facebook e per questo sono stato licenziato da ArcelorMittal, dopo un provvedimento disciplinare di sospensione. – racconta ancora a LaPresse – ArcelorMittal mi contesta di aver leso l’immagine della società. E questo perché qualche giorno fa ho condiviso sulla pagina Facebook che ho con mia moglie un post scritto da altri con cui si invitava a vedere la fiction Svegliati amore mio in onda su Canale 5. Il post conteneva frasi che facevano riferimento a situazioni di inquinamento ambientale, io abito a Taranto mica a Trento e credo di non essere stato l’unico a condividerlo. Il 31 marzo scorso ho ricevuto la comunicazione di avvio del procedimento disciplinare con sospensione e inibizione all’ingresso nello stabilimento con invito a presentare entro 5 giorni una risposta, cosa che ho fatto: il mio avvocato ha mandato una Pec a cui ha fatto seguito una raccomandata. Adesso impugnerò il licenziamento”.

In una nota il colosso siderurgico ha precisato che i provvedimenti non erano stati presi per aver commentato la fiction “ma per aver denigrato l’azienda stessa e il suo management, anche attraverso affermazioni di carattere lesivo e minaccioso”.

Sulla vicenda è intervenuto il sindacato Usb che, in risposta al provvedimento dell’azienda, ha indetto uno sciopero a oltranza: “Gravissimo attacco alla democrazia e in particolare alla libertà di espressione e opinione” – le parole di Franco Rizzo, coordinatore Usb Taranto – “Si tratta dell’ennesimo schiaffo, come se non bastasse quanto fatto in precedenza a tutta la comunità jonica, che al danno aggiunge la beffa”.

Anche Sabrina Ferilli è scesa in campo in difesa del lavoratore licenziato da ArcelorMittal. L’attrice protagonista della fiction “Svegliati amore mio” ha telefonato a Riccardo Cristello e gli ha offerto il pagamento di uno stipendio e la disponibilità a sostenere le spese legali nel ricorso contro il licenziamento di Arcelor Mittal. Cristello ha rifiutato l’offerta spiegando che le spese legali sono comunque pagate dal sindacato Usb ma ha comunque ringraziato l’attrice per la piena solidarietà espressa anche grazie alla propria notorietà.

Ringraziamo Sabrina Ferilli per la sensibilità e la solidarietà dimostrate in queste ultime ore: l’attrice ha telefonato a Riccardo Cristello dopo aver appreso che il lavoratore dello stabilimento siderurgico di Taranto era stato licenziato”, ha dichiarato a LaPresse il coordinatore provinciale del sindacato Usb di Taranto, Rizzo: “A Sabrina Ferilli va il ringraziamento, mio e di tutto il sindacato che rappresento, per aver offerto al lavoratore la propria immediata disponibilità a sostenere le spese legali, oltre al pagamento di uno stipendio”.

Ma Sabrina Ferilli non è la sola a denunciare la vicenda e a offrire un aiuto concreto. Anche Michele Riondino, protagonista della serie “Il giovane Montalbano” che da tempo è impegnato a Taranto nel “Comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”, il movimento nato per difendere la città pugliese dalle polveri sottili dell’Ilva, ora ArcelorMittal. Anche l’attore, che è anche organizzatore della manifestazione “Uno Maggio tarantino” nata per sensibilizzare sul tema della salute e dell’ambiente, ha dato la sua disponibilità per pagare le spese legali all’operaio: “Anche lui si è offerto di sostenere le spese legali e di questo lo ringraziamo. Stiamo già procedendo, tramite il nostro avvocato, al ricorso contro il licenziamento”, ha aggiunto il sindacato.

Anche i registi della miniserie, Ricky Tognazzi e Simona Izzo, si sono offerti per supportare Cristello che mercoledì 14 aprile partecipa al presidio permanente davanti alla direzione ArcelorMittal organizzato dal sindacato Usb. I metalmeccanici dei confederali, invece, hanno indetto uno sciopero per il 23 aprile con presidio davanti al ministero dello Sviluppo economico.

“No ai licenziamenti discriminatori – scrivono gli scioperanti – e reintegro dei lavoratori illegittimamente licenziati. Forniremo ai ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico un dossier dei casi che hanno visto coinvolti alcuni lavoratori”.

Fiom, Fim e Uilm chiedono “l’accelerazione per favorire ingresso di Invitalia necessario a garantire il processo di risanamento ambientale e la piena occupazione, l’individuazione di risorse economiche dedicate esclusivamente alla realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, l’introduzione di misure a salvaguardia della salute dei lavoratori e dei cittadini, il corretto utilizzo della cassa integrazione e la salvaguardia della clausola occupazionale per i lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria, così come previsto dall’accordo del 6 settembre 2018”.

Vuole fare luce sulla vicenda anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando che ha chiesto spiegazioni dall’ad della multinazionale che gestisce l’ex Ilva, Lucia Morselli. L’invio del provvedimento di licenziamento è stato ritenuto insufficiente da parte del ministro che ha dichiarato: “Non è finita qui”. “Credo sia giusto che Mittal spieghi quali sono le ragioni, qual è la strategia, qual è l’idea di relazioni con il territorio che vuole portare avanti, non sono questioni che riguardano solo l’azienda”, dice Orlando.

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