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Roma, vestiti come Arancia Meccanica sputano sui citofoni per diffondere il Covid

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 20 Lug. 2020 alle 12:42
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Quando cala la sera a Trastevere, quartiere tra i più noti della Capitale, i residenti iniziano a provare paura: ragazzi grossi, alti, imponenti come energumeni iniziano a circolare tra i vicoli vestiti tutti uguali e seminando il panico tra cittadini e commercianti. “Nessuno riesce a fermarli, Le abbiamo provate tutte, con denunce a ripetizione. Ma ci vorrebbe la Wehrmacht”: la denuncia arriva da Fiorenza Cipollone, costumista e donna di spettacolo, da anni residente nel quartiere che anima la vita notturna di Roma.

Da qualche tempo la situazione è diventata insostenibile: le bande che calano sulla Capitale si divertono con giochi pericolosi, praticano pure questo: la “gara di sputo” contro citofoni, maniglie, usci. “I livelli di violenza toccati ogni notte, ormai non più soltanto nel fine settimana – racconta Fiorenza – sono inimmaginabili. Dalla periferia o anche da fuori Roma arrivano bande di ragazzini vestiti tutti uguali, come in Arancia Meccanica, con al polso un pugno di ferro. Ci sono anche ragazzi per bene, certo. L’idiozia non prevede distinzioni di censo. E il risultato è sempre lo stesso: il minimo che possono fare è pisciarti sulla porta. Poi, se protesti, organizzano vere e proprie gare, prendendo la mira, e ti sputano sulla maniglia o sul citofono, con la speranza di attaccarti il Covid”.

Come racconta al Corriere della Sera, la signora Fiorenza le sta provando tutte: per tutelarsi ha provato a utilizzare anche un nastro di plastica bianco e rosso, come quello usato dalla polizia, recitando il portoncino di casa. Ma l’espediente è servito a poco. “La speranza è di tenerli lontani, tentare di dissuaderli. Ma non basta: adesso, con lo sputo, hanno imparato a fare danni anche a distanza. Gli schiamazzi vanno avanti fino alle 4 del mattino e oltre, tant’è che qualche volta, quando mi alzo alle sei per dare da mangiare ai gatti, molti li trovo ancora in giro…”.

A nulla sono valse proteste e denunce. “Abbiamo presentato un esposto in Procura e uno ai carabinieri – conclude la costumista trasteverina – e stiamo aspettando riscontri. Il bar qui vicino sta raccogliendo firme per tutelare il decoro del rione e l’attività degli esercenti perbene, anche loro penalizzati da tanto caos. Tempo fa, quando chiamai il centralino delle forze dell’ordine, mi dissero di prendermi un tranquillante. Ma ad onor del vero, ultimamente, la presenza di pattuglie mi è sembrata maggiore…”.

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