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Auguri, Roma: hai resistito ai barbari, resterai eterna anche dopo il virus

Di Stefano Mentana
Pubblicato il 21 Apr. 2020 alle 10:55 Aggiornato il 21 Apr. 2020 alle 11:02
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Credit: Ansa

Cara Roma, ti faccio tanti auguri.

Prima di tutto perché sei una delle poche città al mondo ad avere una data in cui festeggiare il proprio compleanno. Un privilegio che solo in poche hanno. Poi perché sono ormai un bel po’ di anni che ho a che fare con te. Ma oggi voglio farti gli auguri più delle altre volte perché stai vivendo, insieme a tutti noi, un momento che mai avremmo immaginato di vivere. Certo, tu ne hai visti tanti di momenti difficili, cruciali: per chi come te la storia l’ha scritta, l’ha ospitata tutti i giorni, il Covid-19, il lockdown, che cosa sono? Hai visto barbari calare dal nord, guerre, congiure, persecuzioni. Hai visto eroi e tiranni, artisti e razziatori, santi, puttane, padri della patria e peggio bulli del rione. Tacita testimone? No, indiscussa protagonista. Nulla di tutto questo sarebbe potuto essere ciò che è stato se fosse accaduto da un’altra parte, in un luogo che ha vissuto una storia diversa. E nulla di tutto questo ha permesso a Roma di smettere di vivere.

Non ti hanno fermato le epidemie del passato, né la Peste Antonina, né la Peste Nera del Trecento, tanto meno la pestilenza del 1522, che la tradizione vuole sia stata fermata dalla devozione verso quel crocifisso che Papa Francesco ha voluto portare a San Pietro in occasione della già storica preghiera contro la pandemia. Non sappiamo oggi né come né quando finirà il Covid-19, ancora meno sappiamo come sarà raccontato tutto questo nei secoli a venire. Non possiamo sapere se “andrà tutto bene” come tanti dicono, ma sappiamo che come i barbari o la peste nera, anche questo virus se ne andrà, ma Roma resterà al suo posto.

Ma torno a come sei oggi, Roma. Ti ho vista in questi giorni, nei fugaci viaggi essenziali. Eri bellissima come sempre, anche quando la vita sembra ridotta alle code per fare la spesa e per andare in farmacia, al passaggio delle ambulanze e ai controlli delle forze dell’ordine. Sei sempre la stessa, eppure sei diversa ed è stato come riscoprirti, con gli angoli e gli scorci visti e rivisti che sembravano nuovi. Sono sicuro che lo sembreranno ancora una volta quando questa strana storia sarà finita. Quando il mondo si sarà lasciato questo morbo alle spalle, e torneremo alla normalità, o ne scopriremo una nuova. Quando il Covid sarà passato ma tu, Eterna, rimarrai, testimone e artefice della storia. Se sapremo prendere almeno un po’ da te, potrà davvero andare tutto bene.

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