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Ragusa, pensionato pedofilo adescava minori in chat: trovate centinaia di foto e video porno

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 27 Apr. 2019 alle 10:15 Aggiornato il 27 Apr. 2019 alle 10:20
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Immagine di copertina

La polizia di Ragusa ha arrestato venerdì 27 aprile un uomo di 64 anni con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico.

Nell’auto e nell’abitazione dell’uomo, ragioniere in pensione, i militari hanno trovato centinaia di video e foto, materiale definito dagli investigatori “molto violento e perverso”.

Come riporta il quotidiano Ragusanews, i file sequestrati sarebbero oltre mille. In alcuni di essi si trovano immagini raccapriccianti di bambine molto piccole.

Sono state trovate su un supporto informatico anche numerose chat che testimonierebbero come l’uomo adescasse minorenni. Il ragioniere ha subito il sequestro del computer e del telefonino, che verranno ulteriormente ispezionati nelle prossime ore.

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto.

Nelle prossime ore l’uomo verrà interrogato per fornire la sua versione dei fatti. L’uomo ha però già rilasciato alcune dichiarazioni agli agenti di polizia, affermando che il materiale in questione era datato e risaliva a quattro anni prima.

Gli investigatori, nei prossimi giorni, dovranno anche cercare di risalire all’identità dei minori che appaiono nei file sequestrati nell’abitazione del 64enne. I bambini, se identificati, potrebbero essere chiamati a testimoniare.

In un comunicato la polizia ha riferito: “La Polizia di Stato di Ragusa quando indaga su qualsivoglia fatto reato non tralascia nulla. In questa occasione, però, gli stessi uomini della Squadra Mobile sono rimasti senza parole rispetto alle centinaia di immagini e video pedopornofrafici rivenuti ad un soggetto insospettabile”.

Il tema della pedopornografia è estremamente delicato, e in Italia negli ultimi anni sono stati numerosi i casi di persone arrestate per aver adescato minori in chat.

Nel mondo la metà dei bambini vittime di abusi ha meno di 10 anni. I dati dell’Unicef sulla pedopornografia

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