Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 08:05
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Stupro di gruppo in discoteca a Roma, il Dna incastra il ragazzo che diceva di essere innocente

Immagine di copertina
Il sospettato Gabriel Pap Razvan

Il cerchio si stringe sugli altri due stupratori

Ragazza violentata al Factory di Roma, il Dna incastra il primo stupratore

Ragazza violentata al Factory Club di Roma, il Dna incastra il primo stupratore. Lo stesso che fino all’ultimo, durante l’interrogatorio, si era dichiarato innocente.

Stando alle tracce di saliva rinvenute sul corpo della ventunenne etiope, anche Gabriel Pap Razvan, 25 anni, farebbe parte del gruppo di tre persone che ha violentato la ragazza nei bagni della discoteca romana. Una violenza che, secondo quanto gli inquirenti hanno ricostruito, non si è fermata nemmeno quando la vittima era ormai sfinita e praticamente priva di conoscenza.

Anzi, dagli esami della scientifica, pare che proprio Gabriel Pap Razvan sia stato l’ultimo a violentarla. Prima di tornare in pista dalla sua fidanzata.

Ora gli investigatori sono pronti a stringere il cerchio attorno agli altri due stupratori.

Stupro al Factory Club, come sono andati i fatti

Lo scorso 18 maggio, la ragazza etiope di 21 anni è arrivata al Factory Club con alcuni amici. In pista ha conosciuto un ragazzo, un frequentatore abituale del locale, pare. I due si piacciono e cominciano a flirtare. Poi, lui porta la giovane verso il locale delle caldaie. Lì, la stupra.

Non si sa come e quando gli altri due si sono uniti alla violenza, se di propria spontanea volontà o se invitati dal primo stupratore, fatto sta che alla fine a violentare la vittima sono stati in tre.

La ragazza urla, piange, ma nessuno riesce a sentirla per via della musica del locale. Fino a quando perde quasi i sensi.

Quando tutto è finito, una volta riacquistata un po’ di forza, si presenta dai gestori del locale e racconta quello che è successo.

Dei tre uomini non c’è più traccia al Factory, lei non sa il nome del suo aguzzino, o forse gliene hanno dato uno falso, ma è riuscita comunque a descrivere agli inquirenti alcuni particolari importanti sull’abbigliamento dei suoi aggressori. E uno dei tre indossava un giubbetto scuro, simile a quello degli addetti alla sicurezza.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / L'ira di Federica Pellegrini: "L'Italia vuole più figli solo se la mamma si sobbarca tutto il lavoro"
Cronaca / Rogoredo, il poliziotto Cinturrino: “Chiedo scusa, ho sbagliato”
Cronaca / Chi non vuole le bodycam per la Polizia?
Ti potrebbe interessare
Cronaca / L'ira di Federica Pellegrini: "L'Italia vuole più figli solo se la mamma si sobbarca tutto il lavoro"
Cronaca / Rogoredo, il poliziotto Cinturrino: “Chiedo scusa, ho sbagliato”
Cronaca / Chi non vuole le bodycam per la Polizia?
Cronaca / Lo sai cosa mangi quando mangi pollo?
Cronaca / La mamma del bimbo con il cuore bruciato: "Non ci sono più speranze"
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / Cecchini del weekend a Sarajevo, spunta un quarto uomo: “Preferiva sparare alle donne”
Cronaca / Bambino col cuore danneggiato, gli esperti dicono no a un nuovo trapianto
Cronaca / Milano Cortina 2026: i Giochi fermano (per un po’) anche Pornhub. Ma poi è boom di ricerche olimpiche
Cronaca / Bambino trapiantato, si indaga sul frigo che ha trasportato il cuore: “Era fuori dalle linee guida”