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Fa prostituire la figlia di 13 anni in cambio di un letto, vino e sigarette

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 8 Giu. 2019 alle 07:49
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Immagine di copertina

Prostituta minorenne madre arrestata

Avevano tra i 30 e i 90 anni i clienti di una 13enne, costretta a prostituirsi dalla madre, in cambio di soldi o altre utilità. È successo a Ragusa, dove la donna è stata fermata insieme a quattro clienti della ragazzina.

La squadra mobile della Procura di Catania ha scoperto che la 13enne avrebbe avuto rapporti sessuali con alcuni braccianti, dopo che questi avevano lavorato nei campi con lei. A incastrare i clienti sono state le intercettazioni telefoniche.

Prostituta minorenne madre arrestata | Situazione di degrado

La storia drammatica arriva dalla cittadina siciliana di Ragusa, dove la donna viveva insieme alla figlia in una situazione di degrado. Non avevano un tetto sotto cui dormire, per questo la madre costringeva la figlia alle prestazioni sessuali in cambio di un letto. Ma non soltanto: la donna ha offerto la figlia in cambio di soldi, ma anche di vino, birra, sigaretta o di una doccia.

Per la 13enne quella era diventata la normalità. I rapporti sessuali si susseguivano giorno per giorno e, secondo quanto scoperto dalle indagini, la ragazzina da poco aveva iniziato una relazione con un ragazzo di 30 anni di origine marocchina. La squadra mobile ha portato a galla anche la storia con un altro clienti, di 61 anni, che pretendeva dalla madre l’uso in “esclusiva” della 13enne. In cambio, le due avrebbero avuto una casa in cui dormire.

Prostituta minorenne madre arrestata | La denuncia

La ragazzina, però, era stanca della situazione. Dalle intercettazioni è emerso, infatti, che la 13enne aveva intenzione di sporgere denuncia. A quel punto c’è stato l’intervento della polizia, che ha affidato immediatamente la ragazzina alle cure di una psicologa.

Poche ore dopo, la Procura distrettuale di Catania ha disposto il fermo della madre e quello di quattro clienti. Si tratta di due italiani e due marocchini. La polizia li ha fermati giusto in tempo, perché alcuni di loro, venuti a conoscenza del fatto che la ragazzina avesse iniziato a parlare, avevano pianificato di lasciare la città.

I fermi sono stati convalidati dal gip, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per quattro di loro e l’obbligo di firma nel comune di residenza per il più anziano di loro, un uomo di 90 anni.

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