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Caltanissetta, star del paracadutismo si schianta con la tuta alare: commemorava un amico morto allo stesso modo

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 2 Gen. 2020 alle 17:49 Aggiornato il 2 Gen. 2020 alle 18:37
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Paracadutista morto a Caltanissetta: la tuta alare non si apre e si schianta

Un paracadutista è morto a Caltanissetta. Si è lanciato con la tuta alare, la wingsuit, dal viadotto San Giuliano a Caltanissetta ma il suo paracadute non si è aperto, schiantandosi al suolo. Luca Barbieri, paracadutista professionista di 25 anni, originario della provincia di Parma, è morto il 2 gennaio 2020, facendo la cosa che amava di più.

A lanciare l’allarme è stata la donna che lo aveva accompagnato in auto sul cavalcavia, da tre anni interdetto alla circolazione perché non sicuro. Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso e un’ambulanza del 118 ma per il giovane non c’era più nulla da fare.

La vittima è Luca Barbieri, paracadutista professionista con quasi un migliaio di salti all’attivo. È vero che Luca era ancora giovanissimo, ma praticava paracadutismo da anni, era un istruttore professionista di lancio con tuta alare in diverse scuole italiane, un coach al quale si sono affidate tante persone nel corso della sua attività che l’ha portato a volare un po’ in tutte le parti del mondo.

Ultimamente era stato in Arabia Saudita, in Russia per una serie di allenamenti in tunnel dell’aria, ma la passione per il volo negli anni lo aveva fatto diventare un globetrotter, a bordo di un furgoncino trasformato in camper, zaino in spalla e tuta alare sotto il braccio, sempre a inseguire una nuova impresa.

Barbieri aveva fatto anche alcune apparizioni in tv. Tre anni fa aveva partecipato al talent show Tu sì que vales su Canale 5 con altri due paracadutisti nel Turbolenza Team che impressionò i giudici per capacità e spettacolarità del numero.

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Nonostante la giovane età, Barbieri aveva già all’attivo quasi mille salti con la wingsuit. A ottobre, aveva pubblicato su YouTube un video di un suo volo in Arabia Saudita, nel quale si vede la spettacolarità, ma anche la pericolosità, di questa disciplina, una sorta di caduta libera che prevede alla fine l’apertura del paracadute. Anche sui suoi profili social, il giovane aveva postato filmati e immagini dei suoi lanci. Prima dell’ultimo tuffo dal viadotto, Barbieri aveva già provato altri voli nel Nisseno.

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