Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Truffava malati terminali vendendo farmaci “miracolosi” gratuiti: oncologo barese condannato a 9 anni

Immagine di copertina

Oncologo truffava malati terminali vendendo farmaci “miracolosi” gratuiti

Si faceva pagare centinaia di migliaia di euro per prestazioni sanitarie gratuite, iniettava un “farmaco miracoloso” per guarire dal cancro, raggirava pazienti terminali per profitto personale: il Tribunale di Bari ha riconosciuto colpevole di concussione Giuseppe Rizzi, oncologo 66enne ex dirigente medico dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II del capoluogo pugliese.

È stato condannato a 9 anni di reclusione, mentre la sua compagna, che ha agito da complice, a 5 anni e 6 mesi. Il Gup Vittorio Rinaldi, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, ha disposto per entrambi l’interdizione dai pubblici uffici.

Fu arrestato lo scorso maggio dai carabinieri, con l’accusa di concussione continuata e truffa aggravata. Conduceva l’attività con la complicità della sua compagna, titolare di un Caf, che veniva improvvisato come ambulatorio. Rizzi era arrivato a farsi pagare fino a 7mila euro per una iniezione, accumulando oltre 2 milioni e mezzo di euro in dieci anni somministrando prestazioni sanitarie alle quali i pazienti avevano diritto gratuitamente.

A far scattare le indagini fu la segnalazione dei familiari di Ottavio Gaggiotti, deceduto nel 2019 dopo aver pagato a Rizzi 130mila euro nella speranza di guarire da un carcinoma. Il figlio, insospettito dal comportamento dell’oncologo, filmò le visite alle quali veniva sottoposto suo padre così da poter depositare le prove in Procura.

La famiglia Gaggiotti si è vista riconoscere dal Gup un risarcimento da 180mila euro. In totale sono diciotto le parti offese dalla condotta del medico, per un risarcimento complessivo da 329mila euro. Di questi, 30mila euro all’Oncologico, 10mila all’Ordine dei medici e la restante parte ad 11 pazienti.

A Rizzi viene contestata inoltre anche una possibile truffa ai danni dell’ospedale per il quale lavorava: percepiva infatti una indennità aggiuntiva di oltre mille euro al mese per non svolgere attività privata, cosa che invece faceva di nascosto.

Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / Samantha Cristoforetti e Roberto Cingolani protagonisti dell’anteprima a Roma del Festival della Geopolitica Demarcazioni
Cronaca / “David Rossi è stato ucciso”: il verdetto della Commissione parlamentare riapre l’inchiesta
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / Samantha Cristoforetti e Roberto Cingolani protagonisti dell’anteprima a Roma del Festival della Geopolitica Demarcazioni
Cronaca / “David Rossi è stato ucciso”: il verdetto della Commissione parlamentare riapre l’inchiesta
Cronaca / Alfonso Signorini lascia la direzione di Chi: “Ma le accuse di Corona non c’entrano”
Cronaca / È morto a 87 anni Nitto Santapaola, storico boss di Cosa Nostra
Cronaca / Milano, tram deraglia e investe i passanti: 2 morti e 38 feriti
Cronaca / Xylella, il prof Scortichini a TPI: “Abbattere gli ulivi malati era una follia, ora i fatti mi danno ragione”
Cronaca / L'ira di Federica Pellegrini: "L'Italia vuole più figli solo se la mamma si sobbarca tutto il lavoro"
Cronaca / Rogoredo, il poliziotto Cinturrino: “Chiedo scusa, ho sbagliato”
Cronaca / Chi non vuole le bodycam per la Polizia?