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I 111 cantieri olimpici: ecco le principali opere collaterali ai Giochi di Milano-Cortina

Immagine di copertina
Credit: AGF

I Giochi invernali di Milano-Cortina portano in dote al Nord Italia più di cento opere infrastrutturali: 111, per l’esattezza. L’elenco – contenuto in un apposito Dpcm emanato l’8 settembre 2023 – si compone di 46 impianti sportivi, 54 reti di trasporto e 11 interventi di altro tipo (ad esempio riqualificazioni immobiliari).

L’investimento complessivo ammonta a oltre 3,5 miliardi di euro, di cui circa 3 miliardi di risorse statali e il resto principalmente a carico di Regioni, Comuni e Province autonome.

Gli impianti sportivi sono stati tutti consegnati in tempo per l’inizio delle gare, mentre per quanto riguarda la viabilità stradale e ferroviaria alcuni lavori partiranno solo nei prossimi mesi: in questi casi, infatti, Governo e Regioni hanno preferito spostare in avanti i tempi di realizzazione in modo da evitare che i cantieri intralciassero i trasporti in concomitanza con le Olimpiadi.

La maggioranza degli interventi fa capo a Simico, la Società Infrastrutture Milano Cortina costituita ad hoc nel 2021 e di cui sono soci i Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Economia (con il 35% ciascuno), le Regioni Lombardia e Veneto (10% ciascuna) e le Province Autonome di Trento e Bolzano (5% ciascuna). Dodici cantieri sono affidati invece a Rete Ferroviaria Italiana e cinque ad Anas, entrambe società del Gruppo Ferrovie dello Stato. 

Di seguito passiamo in rassegna le principali opere incardinate sulle reti di trasporto.

Variante di Longarone
L’intervento più costoso nel pacchetto di opere connesse ai Giochi è la variante di Longarone, in provincia di Belluno. Attesa da decenni, la nuova strada – lunga 11,6 chilometri – costerà circa 400 milioni di euro con un finanziamento interamente statale che include i costi per l’edificazione di un nuovo ponte sul Piave. L’obiettivo è alleggerire il traffico lungo la SS 51 “di Alemagna”, principale arteria di collegamento verso Cortina e le Dolomiti. 

Il mese scorso Simico ha pubblicato il bando di gara per la progettazione esecutiva: il cantiere dovrebbe partire tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2027.

Al casello finale dell’autostrada A27 – uscita Pian di Vedoia – partirà in direzione nord un corridoio d’asfalto, parallelo al fiume Piave e alla Statale, che si allaccerà con la stessa SS51 all’altezza della galleria di Termine di Cadore. In questo modo, ci saranno due percorsi alternativi per chi è diretto verso le Dolomiti e chi invece deve passare dal centro abitato di Longarone. E ai piedi della diga del Vajont non si creeranno più quegli ingorghi di auto e camion che sono oggi assai frequenti, così come gli incidenti.

La Regina delle Dolomiti
Il Comune di Cortina d’Ampezzo è quello su cui si concentra la maggior mole dei lavori connessi ai Giochi. Per la «Regina delle Dolimiti» è stato predisposto un piano che punta a rivoluzionare a lungo termine la viabilità promuovendo l’intermodalità dei mezzi di trasporto pubblici e disincentivando l’utilizzo di auto private. L’obiettivo è quello di alleggerire il peso del traffico su una località a spiccata vocazione turistica.

L’investimento complessivo si aggira sui 150 milioni di euro, di cui quasi un centinaio sostenuti da privati nell’ambito di un partenariato pubblico-privato. 

Il progetto – gestito da Simico – prevede la messa a punto di un sistema combinato di opere tra loro interconnesse e strettamente interdipendenti, che include parcheggi pubblici e di interscambio modale, servizi di bus e aree per navette, oltre alla cabinovia Apollonio-Socrepes. Quest’ultimo impianto – 50 cabine da 10 posti ciascuna, con una capacità di circa 2.400 persone all’ora – consentirà di raggiungere agevolmente dal paese le piste sulle Tofane, dove sono in programma le gare di sci alpino femminile, ma, nonostante la corsa contro il tempo, l’infrastruttura non è stata consegnata in tempo per l’inizio delle Olimpiadi. 

Al nuovo sistema intermodale dei trasporti interno al centro abitato si affianca la realizzazione della variante di Cortina, che devierà una parte del traffico dalla SS48. L’opera è suddivisa in tre lotti, per un investimento complessivo da 320 milioni di euro. Ad oggi risulta completato il Lotto 0 (29 milioni di euro), che prevedeva l’allargamento della strada e la riqualificazione del marciapiede pedonale di Lungoboite e via del Parco. Per i Lotti 1 e 2 bisognerà attendere i prossimi anni.

Variante di Vercurago
I lavori per la realizzazione della variante di Vercurago, tra Lecco e Bergamo, sono fermi dal 2018 con l’opera costruita al 20%. In occasione dei Giochi di Milano-Cortina sono state stanziate le risorse sufficienti a completarla: 250 milioni di euro (fondi statali).

Il cantiere – gestito da Simico – partirà nel 2027 e dovrebbe concludersi nel 2032. Il progetto prevede di scavare una galleria lunga 2,3 chilometri che consentirà di bypassare il tratto urbano della SS 639 attraverso i centri abitati di Lecco, Vercurago e Calolziocorte, con l’obiettivo di decongestionare l’intenso traffico locale: oltre 30 mila veicoli al giorno, di cui circa 5 mila mezzi pesanti. Tuttavia una parte della comunità locale è fortemente contraria. Solleva preoccupazioni, in particolare, il fatto che la galleria attraversa zone sotto la falda del lago di Garlate, con un potenziale impatto idrogeologico. Inoltre, alcuni residenti si oppongono alle previste demolizioni di edifici e agli attraversamenti di aree residenziali e industriali. 

Variante di Trescore
In provincia di Bergamo, la variante di Trescore Balneario-Entratico mira a ridurre il traffico sulla Statale 42 e sulla Provinciale 89, due arterie molto battute dai mezzi pesanti, così da garantire una viabilità più scorrevole da e verso la Val Camonica.

L’opera, suddivisa in due lotti sul tratto tra Trescore Balneario ed Entratico, ha un costo complessivo pari a circa 190 milioni di euro, interamente coperto da fondi statali. Dopo una serie di rinvii e ritardi, i lavori, che fanno capo a Simico, dovrebbero iniziare nel 2027 e concludersi l’anno successivo.

Sulla SS36
Lungo la SS 36 “del Lago di Como e dello Spluga” sono stati disposti cinque interventi, per un valore complessivo intorno ai 250 milioni di euro. La statale – che corre da Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, al confine con la Svizzera – rappresenta la principale via d’accesso alla Valtellina, zona ad alta densità olimpica (ospita la gare di sci alpino maschile e snowboard). Ma si tratta anche di una delle arterie più trafficate d’Italia: i lavori – tutti in capo ad Anas – hanno quindi l’obiettivo di migliorare la sicurezza, la scorrevolezza e la qualità della viabilità.

Lo scorso 19 gennaio è stato aperto al traffico il nuovo Ponte Manzoni, che attraversa il fiume Adda tra Lecco e Pescate. Al ponte già esistente, risalente agli anni Ottanta, ne è stato affiancato un nuovo con adeguamento a tre corsie. La nuova infrastruttura è lunga 780 metri e consente di separare il traffico urbano da quello di lunga percorrenza. Parallelamente alla sede stradale è stata realizzata anche una pista ciclo-pedonale larga 2,5 metri.

Un altro importante intervento sulla SS36 riguarda la messa in sicurezza della tratta Giussano-Civate, lunga 17 chilometri, uno dei punti più congestionati della statale. Il cantiere – che prevede lavori su carreggiate, barriere, segnaletica e banchine – è ormai prossimo alla conclusione. 

Tra un paio di mesi dovrebbe essere completato anche il consolidamento della galleria Monte Piazzo, tra Colico e Dervio, intervento volto a contrastare il degrado dell’infrastruttura causato dal movimento del versante montuoso circostante.

Bisognerà attendere il 2027, invece, per la pista ciclopedonale di Abbadia Lariana, nuova infrastruttura dedicata alla mobilità dolce tra Lecco e Abbadia Lariana, lungo la sponda orientale del Lago di Como.

Tangenziale Sud di Sondrio
Le Olimpiadi invernali hanno dato una scossa per la realizzazione della tangenziale di Tirano, in provincia di Sondrio, un’opera attesa da almeno due decenni. Tuttavia solo una parte dell’infrastruttura è stata completata in tempo per i Giochi. Lo scorso 26 gennaio sono stati aperti al traffico i primi 3,3 chilometri, circa la metà del totale dell’intervento. Il tratto inaugurato va dalla rotatoria di Villa di Tirano allo svincolo per la zona industriale, con proseguimento lungo la viabilità comunale sino all’intersezione con la SS38 dello “Stelvio”.

Nel suo complesso, l’opera – costo sui 145 milioni di euro – mira a decongestionare Tirano dal traffico pesante e snellire la viabilità sulla Statale in particolare verso due località ad alta attrattività turistica come Bormio e Livigno. Il completamento è atteso tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2027.

Via le sbarre
Lungo la SS38 “dello Stelvio” sono stati soppressi i dodici passaggi a livello della linea ferroviaria Milano-Lecco-Sondrio-Tirano. Per snellire il traffico stradale verso la Valtellina, le barriere sono state sostituite con tre sottopassi, cavalcaferrovia e viabilità alternative. 

L’opera – coordinata da Rete Ferroviaria Italiana – è stata articolata in sei lotti, per un investimento complessivo di 66 milioni di euro.

Malpensa-Sempione
Lo scorso 22 gennaio è stato inaugurato il collegamento ferroviario T2 Malpensa-Sempione, un nuovo tracciato su ferro, lungo 4,6 chilometri, che, da Gallarate, consente di raggiungere il Terminal 2 dell’aeroporto milanese in 8 minuti (e il Terminal 1 in 15 minuti), a fronte di una tempististica precedente pari a circa mezz’ora. 

L’infrastruttura rappresenta la “chiusura dell’anello” ferroviario attorno a Malpensa: così lo scalo viene pienamente integrato nel sistema ferroviario regionale e nazionale.

L’opera – realizzata da FerrovieNord in partnership con Sea Milan Airports – è costata 264 milioni di euro, di cui 98 finanziati dalla Regione Lombardia, 63 dall’Unione europea e 55 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Restyling stazioni
In occasione dei Giochi olimpici e paralimpici, dieci stazioni ferroviarie tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige sono state riqualificate migliorando accessibilità, sostenibilità e intermodalità: sono stati rifatti facciate, piazzali, sottopassi, illuminazione. Nel dettaglio, i lavori hanno interessato le stazioni di Ponte nelle Alpi, Belluno, Feltre, Longarone, Trento, Colico, Morbegno, Sondrio, Lecco e Tirano.

L’investimento complessivo è stato pari a circa 650 milioni di euro, di cui 120 co-finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il resto sostenuto da Rete Ferroviaria Italiana.

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