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Nuovo decreto Covid: spostamenti vietati e visite solo in due fino al 5 marzo

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 14 Gen. 2021 alle 09:38 Aggiornato il 14 Gen. 2021 alle 21:41
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Immagine di copertina
Controlli a Roma Credits: ANSA

NUOVO DECRETO COVID – Il Consiglio dei ministri ha approvato nella tarda serata di ieri 13 gennaio il nuovo Decreto gennaio sull’emergenza Coronavirus in attesa che oggi, dopo l’incontro con le Regioni, venga firmato il nuovo Dpcm con le altre norme.

Stato di emergenza prorogato

Come già era apparso chiaro, si è scelta la doppia strada del decreto legge e del Dpcm. Con il decreto di ieri sera il governo ha prima di tutto prorogato lo stato di emergenza (che scadeva il 31 gennaio) fino al prossimo 30 aprile nonostante il Comitato tecnico scientifico spingesse per un allungamento fino al 31 luglio. Inoltre è stata istituita formalmente la cosiddetta zona bianca ed è stato confermato il divieto di spostamento tra le regioni anche se gialle.

Fino al 5 marzo

Ma vediamo nel dettaglio i proveddimenti adottati che resteranno in vigore (fatta eccezione per gli spostamenti tra regioni) fino al 5 marzo.

Il decreto conferma, fino al 15 febbraio 2021, il divieto già in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute (che dovranno essere motivati con autocertificazione). È sempre consentito comunque il rientro alla residenza, al domicilio o abitazione.

Gli spostamenti e le visite

Il governo ha deciso di applicare anche alle zone gialle o arancioni il limite per le visite a parenti o amici già in vigore durante le feste di Natale. Quindi dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le ore 22, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione.

La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa.

I piccoli Comuni

Per quanto riguarda la mobilità nei piccoli Comuni viene confermata la deroga: qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

La novità della “zona bianca”

Inoltre, è stata istituita una cosiddetta area “bianca”, nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In area “bianca” non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli.

L’eventuale successivo superamento dei parametri per il collocamento nello scenario di tipo 1 ha effetto, ai fini dell’applicazione di misure più restrittive, se il superamento perdura per almeno 14 giorni consecutivi. Al momento, però, non ci sono zone che possono concorrere a diventare “zone bianche” in Italia.

Musei aperti in zona gialla, bar chiusi alle 18 con divieto di asporto

È confermata la riapertura dei musei in quelle Regioni che si trovano in area gialla, mentre i bar dovranno chiudere alle 18 (norma già prevista in precedenza) con la novità, però, che non potranno più effettuare servizio d’asporto dopo questo orario.

Impianti sci chiusi fino al 15 febbraio

Gli impianti di sci restano chiusi fino al 15 febbraio, mentre viene confermata la chiusura di palestre e piscine, così come quella di teatri, sale da concerto e cinema.

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