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Novara, professoressa in classe senza mascherina: “Non la metto”. Preside chiama i carabinieri

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A Novara una professoressa si è presentata in classe senza mascherina, rifiutandosi di indossarla e dicendo che non era necessaria, così la preside ha fatto intervenire le forze dell’ordine. La docente in questione ha continuato a rifiutarsi di portare la mascherina, adducendo come motivazione il “rispetto delle distanze di sicurezza”.

È accaduto in una classe del liceo scientifico Antonelli. Dopo l’intervento delle forze dell’ordine – sono poi intervenuti anche gli agenti della Digos – la situazione si è calmata. La scuola sta valutando se prendere provvedimenti nei confronti della docente.

L’insistenza della prof e il rifiuto di rispettare le richieste della dirigente Silvana Romeo, ha portato quest’ultima a chiamare i carabinieri: sul posto, scrive Repubblica, è arrivata anche la Digos. La stessa preside ha poi scritto nel pomeriggio a famiglie e alunni per raccontare quanto era successo, spiegando che il suo intento era quello “di tutelare la salute di studenti e lavoratori”.

Come riportano i quotidiani locali, la dirigente è entrata nell’aula dove la professoressa stava facendo lezione e ha notato che la donna non aveva la mascherina, non “rispettando dunque il protocollo”. Le ha chiesto di indossarla diverse volte, ma l’insegnante sosteneva, facendo riferimento a una circolare interna, che non fosse necessario rispettando le distanze. Dal canto suo, la preside l’avrebbe però vista vicina a un banco senza la protezione individuale. Da qui è nata la discussione che ha poi portato all’arrivo delle forze dell’ordine, chiamate dalla preside.

Romeo ha poi inviato una lettera ai genitori per raccontare l’episodio. “Gentili genitori, scrivo questa comunicazione per tranquillizzare gli studenti e le famiglie sull’accaduto. Si è verificato un diverbio tra la scrivente e un docente che non rispettava le regole del protocollo Anti covid della scuola. A tal motivo, sono state avvisate le autorità competenti a tutela della salute di studenti e lavoratori”.

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