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Neonato gettato da finestra a Trapani, madre 17enne confessa: “Avevo paura di dirlo ai miei”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 7 Nov. 2020 alle 10:15 Aggiornato il 7 Nov. 2020 alle 10:16
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Immagine di copertina

È stata arrestata la 17enne accusata di aver gettato dalla finestra il neonato appena partorito, a Trapani. La ragazza ha confessato durante l’interrogatorio della polizia di aver tenuto quella gravidanza all’oscuro dei propri genitori per paura di una loro reazione. Lo riporta l’agenzia Agi. Il corpicino del neonato è stato trovato nella mattinata di ieri all’interno di un complesso residenziale nella periferia della città. A segnalare la presenza del neonato, con il cordone ombelicale attaccato e il cranio fracassato, sono stati due residenti della zona. Il cadavere si trovava in prossimità della finestra della cameretta della minorenne, che era ancora all’interno dell’abitazione.

Al momento del gesto, secondo i racconti raccolti dagli investigatori, la ragazza si trovava a casa con la madre ed una collaboratrice domestica. Questa ha riferito di aver visto un rivolo di sangue uscire dal bagno, che però si trova dalla parte opposta rispetto alla cameretta da cui sarebbe stato lanciato il neonato.

In serata gli agenti della Mobile, su delega della Procura minorile di Palermo, hanno interrogato la ragazza che ha confessato il terribile gesto. Ora la ragazza si trova all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, piantonata dagli agenti di polizia. Del caso si occupa la Procura minorile di Palermo, ma nel pomeriggio, in attesa di sviluppi, è stata allertata anche la procura di Trapani, competente per eventuali complici nel delitto.

“Con Madre Teresa vorrei gridare a tutte le giovani che si trovassero in questa tremenda solitudine di non avere paura di chiedere aiuto a Dio e al vescovo. Portate a me il frutto del vostro grembo. Il Signore mi aiuterà a farlo fiorire”, ha detto il vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli, presidente della Commissione episcopale Famiglie, giovani e vita della Conferenza Episcopale italiana. “Avvertiamo – aggiunge – l’orrore del volto di questo bambino: non lo vogliamo vedere. Avvertiamo la distanza dal volto della sua giovane madre: non fidiamoci o affidiamoci alla sua immagine social. Avvertiamo il bisogno di guardare nell’intimo il mistero del bambino e il mistero della madre: il grembo della madre ha espulso il bambino e il grembo della società, nelle sue diverse articolazioni, era chiuso, non pronto ad accoglierlo ma sempre a giudicare. Nella nostra impotenza cerchiamo il grembo del Vangelo che è misericordia e speranza: di maternità redenta e di società accogliente”.

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