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Nave Gregoretti, la procura apre un’inchiesta: “Un solo bagno per 116 migranti”

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Credit: Ansa

Il procuratore reggente di Siracusa, Fabio Scavone, è in contatto con il comandante per capire quali sono le condizioni a bordo

Nave Gregoretti, la procura di Siracusa apre un’inchiesta

Sulla nave Gregoretti c’è un solo bagno per 116 persone. Che dormono in coperta e in spazi ristretti. “Alcuni lamentano fastidi fisici. Dobbiamo accertarne l’entità”, spiega Fabio Schiavone, il procuratore di Siracusa che ieri ha aperto un’inchiesta per accertare le condizioni igienico-sanitarie a bordo della nave, ferma al porto militare di Augusta dal 26 luglio. Il giorno prima aveva salvato due gruppi di migranti nel Mediterraneo centrale. A bordo, inizialmente, c’erano 135 persone soccorse in mare, da cui sono stati fatti sbarcare quindici minori non accompagnati.

Sulla Gregoretti ci sarebbero anche alcuni casi di scabbia, accertati del personale medico del corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta, arrivato sulla Gregoretti venerdì scorso con una motovedetta partita da Lampedusa.

“Stiamo verificando le condizioni delle persone a bordo, dopo l’esito dell’ispezione potremmo trarre conclusioni”, ha dichiarato Schiavone. Al momento, nessuno è iscritto nel registro degli indagati. La procura di Siracusa sta cercando di fare chiarezza sulla vicenda e ha deciso di mandare sulla Gregoretti i carabinieri del Nas di Ragusa e tre infettivologi dell’ospedale Umberto I. Devono visitare tutte le persone sulla nave, ferma per il diktat del ministro dell’Interno Matteo Salvini, e riferire al procuratore, che potrà decidere se autorizzare trasferimenti per esigenze mediche.

Sul caso è intervenuto il Garante dei detenuti, Mauro Palma, che ha inviato una lettera al comandante generale della Guardia costiera, l’ammiraglio Giovanni Pettorino, per chiedere “urgenti informazioni” sulle condizioni dei migranti e “sulle circostanze del negato sbarco”. La situazione in cui si trovano i migranti, sottolinea Palma, è “una privazione della libertà personale”.

Dopo due tappe a Lampedusa e a Catania, e prima di approdare ad Augusta, il Viminale non ha ancora indicato il Pos (Place of safety). Il vicepremier leghista – in un caso che ricorda la Diciotti, altra motovedetta della Guardia costiera tenuta ferma per giornio lo scorso agosto – ha dichiarato pubblicamente che non darà nessun permesso allo sbarco “finché dall’Europa non arriverà l’impegno concreto ad accogliere tutti gli immigrati a bordo della nave”.

Ma da Bruxelles non è ancora arrivata la soluzione allo stallo. “Contatti sono in corso”, è il refrain della Commissione che sta cercando paesi disponibili. Tra questi si è fatta avanti la Germania. “Da un anno abbiamo dato la disponibilità ad accogliere una parte di rifugiati per ogni nave arrivata a Malta o in Italia”, ha ricordato il ministro dell’Interno Horst Seehofer.

“Quello che voglio evitare è che ogni volta queste navi attendano anche 15 giorni davanti alle coste italiane prima che le condizioni dei migranti peggiorino e si faccia attraccare. Al vertice di Helsinki ho detto: ‘Matteo che senso ha questa procedura se poi alla fine la gente sbarca?'”, ha aggiunto.

Il rischio che l’indagine possa prendere una piega analoga al caso Diciotti, quando a Salvini fu contestato il reato di sequestro di persona aggravato, inquieta il premier Giuseppe Conte, che segue con grande attenzione la vicenda, fortemente preoccupato che possa portare nuovi elementi di caos nella maggioranza.

L’opposizione è andata all’attacco. “Impedire lo sbarco dei naufraghi della Gregoretti non è solo un’offesa alla Guardia Costiera italiana e ai migranti, è un reato. Esattamente come per la Diciotti, si tratta di sequestro di persona. E tutto il governo ne è responsabile”, ha affermato Matteo Orfini (Pd).

Per Federico Foraro (Leu) “ci troviamo di fronte a una palese e inaccettabile violazione delle convenzioni internazionali come fu per la Diciotti. Il ministro Toninelli si dimetta per incapacità nel difendere il personale della Guardia Costiera. Il presidente Conte non può continuare a fare finta di nulla”.

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