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Costa Concordia, dieci anni fa il dramma del naufragio. Il sindaco dell’Isola del Giglio: “È l’ultima cerimonia pubblica”

Immagine di copertina
Credit: Ansa foto

È il 13 gennaio 2012 quando la nave Costa Concordia colpisce uno degli scogli delle Scole, nei pressi dell’Isola del Giglio, in provincia di Grosseto. Sono le 21.45.07, è l’inizio del dramma. Sono passati dieci anni dal naufragio della nave da crociera comandata da Francesco Schettino. Trentadue le vittime tra i passeggeri e l’equipaggio, oltre 150 feriti e un morto sul lavoro durante le operazioni di rimozione del relitto. Tutto per uno spericolato “inchino”, un saluto all’Isola. Il boato, lo squarcio di 70 metri di lunghezza e “Madona ch’aggio cumbinato”, fino a quel “Salga a bordo, cazzo!” pronunciato al telefono dal capitano di fregata Gregorio De Falco a Schettino che nel frattempo è a bordo di una lancia di salvataggio e dopo circa un’ora è sulla terraferma. Verrà condannato a 16 anni di reclusione.

A DIECI ANNI DAL NAUFRAGIO

Nel decennale della tragedia, il sindaco dell’Isola del Giglio, Sergio Ortelli, ha annunciato che “questo è l’ultimo anniversario con i riflettori accesi. Dal prossimo anno la tragedia diventerà un fatto intimo per l’isola, spegneremo i riflettori”. Ogni anno, infatti, in questa data viene istituita una giornata di ricordo per le vittime della Concordia. Anche oggi sull’isola sono sbarcati i familiari di chi ha perso la vita in quelle acque, i superstiti, i soccorritori, i cittadini comuni. Dal 2023, però, la cerimonia sarà una celebrazione locale. “Per quanto si voglia guardare avanti non potremo mai dimenticare quella tragica notte di dieci anni fa – ha detto il sindaco Ortelli – L’Isola si sta però lasciando alle spalle il naufragio ed il clamore mediatico di quei mesi e anche il fondale su cui si era appoggiato il relitto sta riprendendo ormai da tempo il suo spazio con la poseidonia che è tornata a popolarlo restituendole la sua bellezza”.

Il disastro della Costa Concordia “ci insegna che si possono fare degli errori tragici e anche sistemici, perché ritengo che ci sia un responsabile penale ma ci sono anche altri responsabili di questa tragedia. E ci insegna che è possibile riscattarsi, porre rimedio agli errori, e anche che laddove si realizzano corrette sinergie si possono conseguire cose straordinarie”, queste le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Franco Gabrielli, che dieci anni fa era a capo della Protezione civile e poi, in seguito, commissario per l’emergenza Concordia. Ha poi aggiunto: “I gigliesi sono stati i più affidabili compagni in questo viaggio tragico e incredibile. Il ricordo più indelebile è riferito alle tante persone che non ci sono più e il mio pensiero va a Israel Moreno Franco, l’operaio spagnolo che morì durante le attività di rimozione della nave in un tragico incidente sul lavoro. Ricordo anche gli strazianti incontri con i familiari delle vittime ma il mio approdo più sicuro era l’Isola del Giglio”. A lui hanno dato la cittadinanza onoraria lì e ha detto: “Il tema delle vittime è importante e fondamentale che io continuo a sostenere, ma non per un esercizio istituzionale o di carineria ma perché credo che non si possa mai dare il giusto risalto alle cose dei vivi se non si onorano i morti”.

A dieci anni dal naufragio, il Codacons ha, inoltre, lanciato una nuova class action per i superstiti. “Stiamo per lanciare una nuova azione risarcitoria in favore di tutti i naufraghi della Costa Concordia che hanno subito un trauma da naufragio”, ha spiegato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “A rendere possibile la nuova azione collettiva, una sentenza del tribunale di Genova che, riconoscendo responsabilità e colpe della società di navigazione che hanno contribuito a determinare il naufragio, oltre a quelle già accertate in capo al comandante Schettino, riapre di fatto la strada ai risarcimenti in favore dei sopravvissuti, anche per chi dopo l’incidente accettò gli indennizzi proposti da Costa Crociere firmando una rinuncia ad agire in sede legale”, ha spiegato il Codacons.

LA CERIMONIA DI COMMEMORAZIONE

La cerimonia di commemorazione prevede diversi appuntamenti. Alle 12 è stata celebrata la Santa Messa di suffragio nella Chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano a Giglio Porto, con la presenza di una sezione della banda nazionale dei Vigili del Fuoco. Alle 13 le motovedette hanno deposto una corona di fiori nel punto in cui la Costa Concordia ha sostato prima della rimozione, a Punta Gabbianara. Alle 21.30 si svolgerà la fiaccolata dalla Chiesa di Giglio Porto alla lapide commemorativa sul Molo di Levante dove alle 21.45.07 ci sarà la “tufata”, il suono delle imbarcazioni seguito da una preghiera per le vittime e dall’inaugurazione della lapide “preghiera del marinaio”.
Domani 14 gennaio, al Teatro degli Industri di Grosseto, ci sarà l’evento commemorativo “Per non dimenticare”. Il convegno vedrà, con la partecipazione degli studenti, anche la ricostruzione del naufragio con l’illustrazione dei soccorsi prestati dagli abitanti del Giglio. Seguiranno un approfondimento sul processo e due tavole rotonde che affronteranno demi di diritto della navigazione ma anche profili di interesse penale e civilistico.
L’evento è organizzato dal Tribunale di Grosseto in collaborazione con i Comuni di Grosseto e dell’Isola del Giglio, l’Ordine degli avvocati di Grosseto, la Fondazione Polo universitario grossetano, Tv9.

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