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Napoli Campione d’Italia, ucciso ragazzo di 26 anni. Il prefetto: “Episodio slegato dai festeggiamenti”

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Un episodio “del tutto slegato dai festeggiamenti”. Così il prefetto di Napoli, Claudio Palomba, ha definito l’uccisione del ragazzo di 26 anni avvenuta durante la festa per la vittoria dello scudetto del Napoli. Secondo gli inquirenti, l’omicidio di Vincenzo Costanzo è invece dovuto a una lite in strada o a un agguato.

Il giovane è stato ferito da sei colpi di arma da fuoco nei pressi di piazza Carlo III, in una sparatoria che ha coinvolto altre tre persone, tra cui la sua fidanzata. Inizialmente ricoverato al Cardarelli, il ragazzo classe 1997, è deceduto in seguito alle ferite riportate. Non aveva precedenti penali ma era imparentato con la famiglia D’Amico, da tempo in lotta con i De Micco per il controllo di Ponticelli. La dinamica è ancora in corso d’accertamento.

Durante la notte dei festeggiamenti per lo scudetto, più di 200 persone sono arrivate nei pronto soccorso degli ospedali di Napoli gestiti dall’Asl Napoli 1. Di queste, 38 erano codici bianchi, 65 verdi, 75 gialli e 22 rossi. Alcune sono rimaste ferite dai petardi, altri hanno riportato lussazioni, fratture e traumi per altri incidenti.

A Udine, invece, è di otto feriti non gravi il bilancio della calca in campo alla Dacia Arena, alla fine della partita scudetto tra Udinese e Napoli. Lo ha riferito il prefetto Massimo Marchesiello. “Da quanto abbiamo registrato – ha fatto sapere – non si tratta di feriti da scontri o da colluttazione, ma di traumi da caduta provocati dalla calca”. Il direttore della Sores Fvg, Amato De Monte, ha confermato il bilancio spiegando che in totale il servizio di emergenza si è occupato di 15 persone prima durante e dopo la partita: non ci sono casi gravi salvo alcune fratture provocate da cadute dall’alto nel momento in cui i tifosi stavano entrando in contatto e c’è stata calca.

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