Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:18
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Morte Dj Godzi, la testimonianza di un amico: “Era sul letto, ammanettato ai polsi e alle caviglie”

Immagine di copertina

Le parole di Raffaele alimentano il mistero su quanto accaduto al producer napoletano

La testimonianza di Raffaele getta nuove ombre sulla morte di Michele Noschese, producer napoletano noto con il nome d’arte di Dj Godzi, deceduto nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 luglio nella sua casa a Ibiza, dove l’artista viveva e lavorava da oltre dieci anni. Intervistato dal Corriere della Sera, l’amico del deejay ha raccontato come si sono svolti i fatti: “Ho dormito fino alle sei o sette del mattino. Quando mi sono svegliato c’era solo una ragazza che si stava preparando per uscire”. Michele, poi, gli ha chiesto di andare a comprare da mangiare per i gatti: “Era agitato, ma ho cercato di assecondarlo. Sono sceso in piscina, c’era già parecchia gente, qualcuno aveva chiamato la polizia per via delle urla. Ho visto anche una ragazza fuggire via”.

Quando è risalito, Dj Godzi si trovava nell’appartamento di un anziano vicino: “Stavano discutendo”. “Di coltelli non ne ho visti” precisa mettendo in discussione quanto dichiarato dalla polizia spagnola. La Guardia Civil arriva sul posto: “Ho provato ad aiutare il vecchietto, che era finito a terra. Michele, intanto, è stato colpito al volto e alla schiena. Poi lo hanno immobilizzato, ammanettandolo a mani e piedi. Una scena che non dimenticherò mai: sembrava trattato come un animale. Scioccante”. Quando gli agenti si accorgono della sua presenza, lo mandano via: “Era sul letto, ammanettato ai polsi e alle caviglie. Gli agenti non si erano accorti che ero lì, in un angolo. Quando mi hanno visto, hanno urlato ‘che ci fai lì?’. Michele ha cominciato a sentirsi male. Era trattenuto dagli agenti, l’ho visto spegnersi lentamente. Quando ho capito che non respirava più, mi hanno allontanato”.

Poi l’arrivo dell’ambulanza e i tentativi, purtroppo inutili, di rianimare Michele Noschese: “Sono andato a dormire da lui perché avevo lasciato il mio appartamento ad alcuni amici. Non so se abbia litigato col vicino, so solo che anche quell’uomo ha detto di voler testimoniare. Io lo farò senza esitazioni. Michele per me era un fratello. E io ho visto tutto”.

Ti potrebbe interessare
Ambiente / Un assaggio del mondo al contrario (di Antonio Barone)
Cronaca / Travaglio sul tentato suicidio della mamma di Sempio: “Cercano un altro morto, vermi”
Cronaca / Angela Taccia sul tentato suicidio della madre di Sempio: "Andrea è arrabbiato"
Ti potrebbe interessare
Ambiente / Un assaggio del mondo al contrario (di Antonio Barone)
Cronaca / Travaglio sul tentato suicidio della mamma di Sempio: “Cercano un altro morto, vermi”
Cronaca / Angela Taccia sul tentato suicidio della madre di Sempio: "Andrea è arrabbiato"
Cronaca / Il sociologo vicino a Orbán tra le tracce della maturità
Cronaca / L’Italia invecchia e non fa figli: a rischio lavoro, welfare e pensioni. Ma la ministra Roccella: “Ora rimediamo”
Cronaca / Smart working e calo delle assunzioni: il costo invisibile per i giovani
Cronaca / Garlasco, la mamma di Andrea Sempio ricoverata d’urgenza in ospedale: “Overdose da farmaci”
Cronaca / Sorelle scomparse in Abruzzo: "Alisya e Sarah Di Giacinto sono con un adulto"
Cronaca / “L’IA non è responsabile, lo siamo noi”: il Business Ethics Summit riunisce 70 leader per riportare l’umano al centro dell'era digitale
Cronaca / Fs Italiane: al via corse prova sulla linea AV/AC Brescia Est-Verona