“Taiwo è il nostro regalo, non cacciatelo via”, i bambini si mobilitano per il migrante-prof

Di Anna Ditta
Pubblicato il 29 Mag. 2019 alle 17:03 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:37
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Mobilitazione bambini migrante prof | Bimbi svegli Serravalle d’Asti

“Taiwo è un regalo, non potete mandarlo via”. I bambini della scuola elementare di Serravalle d’Asti, in Piemonte, hanno le idee molto chiare sul 29enne nigeriano che li aiuta durante la lezione d’inglese e non solo.

Per loro Taiwo è un amico, un regalo, e non sono disposti a lasciare che venga mandato via dall’Italia, come ha stabilito la Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale della Prefettura di Torino, che ha rigettato la sua domanda di protezione umanitaria.

“Ormai fa parte della nostra famiglia, non possono cacciarlo via”, dice Davide, 8 anni. “Lui non ha più nessuno, ha solo noi”, aggiunge Pietro, 6 anni. “La Costituzione dice che bisogna accoglierlo e proteggerlo”, spiega Nicolò, 8 anni.

I bambini, guidati dai maestri Giampiero, Maria e Mariagrazia, hanno lanciato una petizione online per chiedere che Taiwo ottenga un permesso di soggiorno.

Bambini migrante prof: la storia di Taiwo

Taiwo è orfano ed è scappato dalla cittadina di Kuta, in Nigeria. Ha attraversato il deserto, è stato picchiato nei centri di detenzione in Libia e ha affrontato i pericoli del mare per arrivare in Italia.

È stato tra i primi migranti ospitati nel Centro di accoglienza del paese, a partecipare alle iniziative del progetto “Bimbisvegli“, che da oltre dieci anni coinvolge i bambini della scuola elementare Rio Crosio di Asti, e che ora si svolgono nel plesso distaccato di Serravalle.

L’incontro tra gli alunni e i docenti della scuola e Taiwo, insieme agli altri ragazzi del centro (come Paul, Lamin, Hagie, Bright) è avvenuto per caso.

L’istituto, infatti, si trova davanti al Centro di accoglienza gestito dalla società Agathon.

Quando gli insegnanti hanno avuto, insieme ad alunni ed ex alunni, il permesso di ridipingere le aule dell’istituto, i ragazzi del centro si sono offerti di dare una mano.

“Finita quell’esperienza i bambini, tornati a scuola a settembre, si ricordavano di loro e li salutavano da lontano”, racconta a TPI Giampiero Monaca, uno degli insegnanti coinvolti nel progetto Bimbisvegli. “In quel momento ho pensato che coinvolgere i ragazzi del centro per un lavoro manuale e poi lasciarli da parte rispecchia un pregiudizio sbagliato”.

Per questo i docenti hanno presentato – d’accordo con Agathon – un progetto, poi approvato, per coinvolgere gli ospiti del centro nelle attività scolastiche, attribuendo loro anche il compito di affiancare i docenti in aula.

I ragazzi sono entrati a scuola come tutor durante le lezioni di inglese, ma sono stati coinvolti anche in altre attività, come una rappresentazione teatrale o la costruzione di capanne nel bosco.

“Ricordo il giorno in cui i bambini stavano costruendo ciascuno la sua capanna, invece Taiwo ne ha costruita una grande da condividere”, rievoca Giampiero. “Dopo pochi minuti tutti i bambini hanno iniziato a dargli una mano. Il ragazzo senza casa ha costruito una casa per tutti”.

“Quando i bambini hanno saputo del diniego hanno iniziato a proporre soluzioni per farlo rimanere in Italia”, racconta l’insegnante. “All’inizio hanno proposto di nasconderlo in un rifugio tra le montagne – sai, qui siamo in una terra di partigiani – ma poi hanno voluto imitare noi adulti, così abbiamo iniziato a scrivere delle lettere di referenze vere e proprie per Taiwo. Anche alcuni genitori hanno partecipato, grazie al bellissimo rapporto che abbiamo instaurato”.

Il diniego della Commissione, che ha già colpito Taiwo, rischia di arrivare anche per gli altri nigeriani ospiti del centro gestito da Agathon.

“Sappiamo che prima o poi arriverà anche per altri”, dice Giampiero. “Finora non abbiamo avuto risposte ufficiali, ma un avvocato di origine nigerina da Palermo ha offerto il suo patrocinio gratuito per il ricorso di Taiwo, e questo è fantastico, perché è come se restituisse indietro qualcosa a un suo conterraneo”.

Nonostante finora non siano riusciti nel loro intento, i bimbi e gli insegnati di Serravalle d’Asti non hanno intenzione di mollare.

“La forza per non lasciar perdere ce la danno i bimbi”, sottolinea Giampiero, “Per noi c’è sempre dietro l’angolo l’idea di lasciar perdere, che si è già fatto a sufficienza, invece giustamente per i bimbi rimane la parte umana. Taiwo ha salvato la buccia? Non ancora. Allora andiamo avanti. Vedremo chi ha la testa più dura”.

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