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Lombardia, Borghetti (Pd): “Di nuovo pazienti Covid nelle RSA? Fontana e Gallera diano spiegazioni”

Nonostante nei giorni scorsi l'assessore Gallera abbia smentito l'ipotesi, l'esponente Dem solleva nuovi dubbi su un aspetto molto delicato nella gestione della pandemia, attraverso una lettera aperta che chiede spiegazioni alla Giunta regionale

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 9 Nov. 2020 alle 10:40
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Immagine di copertina
Carlo Borghetti (Pd) è vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia, ruolo che spetta all'opposizione. (foto: Facebook/Uff.Stampa Reg.Lombardia)

Riesplode il caso delle RSA in Lombardia con la polemica lanciata dal consigliere del Pd Carlo Borghetti nei confronti del Presidente Attilio Fontana e dell’assessore al Welfare Giulio Gallera. Borghetti, che in primavera era stato il primo a contestare il collocamento di pazienti reduci dalla terapia intensiva nelle case di riposo, torna a contestare i vertici della Regione con una lettera aperta rivolta proprio a Fontana e Gallera, nella quale chiede chiarimenti rispetto alla gestione delle RSA durante l’emergenza-Covid-19.

In particolare, l’esponente Dem se la prende con la Delibera di Giunta 3681 del 15 ottobre scorso, la quale “dà alle RSA e RSD la possibilità di creare posti letto per positivi paucisintomatici”, ovvero con sintomi lievi, ma con il rischio che questi siano tuttora infettivi. “La Delibera – aggiunge Borghetti – è insidiosa perché a una prima lettura non parrebbe tirar dentro le RSA, e invece la cosa è possibile, tant’è che le RSA hanno ricevuto l’invito a fare la manifestazione di interesse”.

Da qui l’idea del vicepresidente del Consiglio regionale di scrivere una lettera aperta, che di seguito riportiamo:

“Egregi Fontana e Gallera,
per proteggere gli anziani nelle RSA della Lombardia, con la nostra mozione 419 del 3/11/2020,- vi abbiamo chiesto di garantire test settimanali agli ospiti anziani, per scovare subito i positivi, AVETE DETTO DI NO…

– vi abbiamo chiesto di garantire il ricovero per i più gravi indipendentemente dall’età, AVETE DETTO DI NO…

– vi abbiamo chiesto di testare settimanalmente gli operatori, per non far entrar il virus nelle RSA, AVETE DETTO DI NO…

– vi abbiamo chiesto di mettere a disposizione la consulenza di medici specialisti senza burocrazia, in aiuto ai medici delle RSA, AVETE DETTO DI NO…

– vi abbiamo chiesto di garantire sin d’ora la disponibilità di DPI, in caso mancassero, AVETE DETTO DI NO…

– vi abbiamo chiesto di farvi aiutare da chi è esperto di RSA, per fare le scelte migliori, AVETE DETTO DI NO…

E adesso, con la Delibera 3681, date alle RSA e RSD la possibilità di creare posti letto per positivi paucisintomatici? Una cosa è offrire strutture di supporto alle RSA e RSD (bene!), un’altra chiedere loro di trasformarsi esse stesse in strutture di supporto, PRENDENDOSI Covid positivi, indipendentemente dai requisiti richiesti… Ma è possibile?! FATECI SAPERE SE QUESTO È CIÒ CHE VOLETE. Le RSA devono essere aiutate a fare le RSA: siamo contrari a caricare loro il compito di assistere altri ospiti positivi al Covid che non siano i loro, amplificando il rischio di creare focolai: noi non vogliamo rivedere il dramma di marzo e aprile nelle RSA della Lombardia. Voi?

PS: Ma quando arriveranno i vaccini e i tamponi rapidi ai servizi e strutture per anziani, disabili e minori della Lombardia?!”.

L’iniziativa potrebbe tuttavia sorprendere, in quanto già negli scorsi giorni l’assessore Gallera aveva replicato alle critiche rivoltegli sullo stesso punto da Silvia Roggiani, segretaria metropolitana del Pd, smentendo le sue ipotesi con toni decisamente forti: “E’ una vergogna. La Roggiani continua a dimostrare la sua ignoranza in materia sanitaria e causa una nuova figuraccia per il suo partito. Nessun dimesso positivo dagli ospedali andrà nelle RSA. Regione Lombardia ha approvato una delibera specifica che conferisce alle ATS il mandato di individuare sul territorio lombardo 1.500 posti letto per sub acuti e degenze di sorveglianza, in parte riconvertendo posti letto ‘no Covid’ e in parte mettendone a contratto di nuovi, proprio per accogliere ospiti positivi, asintomatici o pauci sintomatici, provenienti anche dalle strutture residenziali per anziani e disabili”.

“Abbiamo finora effettuato decine di migliaia di tamponi a ospiti e operatori delle RSA in modo sistematico e le nostre delibere prevedono che i casi positivi vengano spostati da queste strutture. Con l’aumento dei ricoveri ospedalieri, abbiamo deciso di rafforzare l’offerta di posti letto per sub acuti, i quali non rientrano nella disponibilità delle rete ospedaliera, ma garantiscono comunque una assistenza di carattere sanitario, come ad esempio le strutture di riabilitazione”. Gallera aveva inoltre sostenuto che Roggiani “dovrebbe conoscere la differenza fra l’assistenza sanitaria garantita in un posto letto per sub acuti e quella delle Residenze per Anziani. Ogni altra interpretazione malevola e accusatoria è falsa e generata ad arte da soggetti senza scrupoli che stanno creando così tanti problemi e allarmi legati alla disinformazione, più di quanti ne stia facendo l’evoluzione pandemica”.

E allora perché Borghetti torna sul punto? A suo avviso, la smentita di Gallera è “monca”, in quanto “è vero che la Regione non sta mandando adesso pazienti Covid+ in RSA, ma Gallera non ha smentito (perché non può farlo) che le ATS, in forza della sua Delibera, stanno proponendo alle RSA di creare posti letto per positivi paucisintomatici che arrivino da ospedali e territorio. Inoltre quando nell’allegato si dice che le strutture per paucisintomatici devono essere realizzate ‘con la puntuale garanzia dell’isolamento’ ci si illude, e oltretutto non è chiarito da nessuna parte come debba essere questo isolamento: percorsi separati? Ingressi e uscite autonome dagli altri reparti? Ascensori esclusivi e dedicati?”.

TPI ha chiesto all’assessore Gallera di replicare a questa lettera, se lo desidera, per fare chiarezza su un punto di fondamentale importanza. Vi daremo certamente conto degli sviluppi della vicenda.

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