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Green pass, la Lega ritira gli emendamenti contrari all’obbligo per trasporti e scuola, ma poi vota con Fdi

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Green pass, marcia indietro della Lega: ritirati gli emendamenti sull’estensione a trasporti e scuola

La Lega e gli altri partiti della maggioranza che sostiene il governo Draghi hanno ritirato tutti gli emendamenti al decreto che ha esteso l’obbligo del green pass. Il passo indietro della Lega, dopo giorni di tensioni all’interno della maggioranza, impedirà che sia posta la fiducia sulla conversione del decreto, approvato dal governo lo scorso 6 agosto e attualmente all’esame della Camera.

Gli emendamenti in questione erano cinque, da votare a scrutinio segreto. Tra questi, uno era relativo alla richiesta di Lega, L’Alternativa C’è e Fratelli d’Italia di aumentare da 12 a 18 anni l’esonero dall’obbligo del green pass, la Certificazione verde Covid-19 rilasciata a chi è guarito, risulta negativo o si è vaccinato da Covid-19.

La Lega era stata l’unico partito della maggioranza a presentare emendamenti, scatenando forti polemiche tra le forze che sostengono l’esecutivo. La scorsa settimana il segretario del Partito democratico Enrico Letta si era spinto ad accusare la Lega di aver deciso di posizionarsi “al di fuori della maggioranza”, dopo aver votato contro il decreto in commissione Affari sociali.

Eppure dopo poche ore il leader del Carroccio ha fatto sapere che avrebbe sostenuto gli emendamenti presentati da Fratelli d’Italia. E infatti poco dopo il Carroccio ha votato a favore della proposta, avanzata dal partito di Meloni, di accantonamento degli emendamenti soppressivi dell’articolo 3 del decreto: la norma che disciplina l’impiego delle certificazioni verdi Covid-19. In questo modo, Fdi avrebbe voluto avere le mani libere sugli emendamenti soppressivi, rilanciando la richiesta di modifiche al governo.

Nonostante l’appoggio della Lega, però, la richiesta è stata respinta con 153 voti di differenza. A favore hanno votato Fratelli d’Italia, l’Alternativa c’è e, appunto, il Carroccio. A quel punto l’aula di Montecitorio si è espressa sui tre emendamenti soppressivi di Fdi, respingendoli – con voto segreto – grazie a 260 contrari e solo 59 favorevoli mentre in 82 si sono astenuti. In questo caso la Lega aveva annunciato la sua astensione.

In conferenza stampa giovedì scorso, Mario Draghi aveva commentato sulle tensioni all’interno della maggioranza auspicando “una maggiore disciplina”.

“Non vedo nessun disastro all’orizzonte e non mi preoccupo per me stesso di sicuro”, era stato il suo commento sulla tenuta del governo, sostenuto da “una coalizione con le sue divergenze”, che però va “fondamentalmente molto d’accordo nei suoi membri”. “È chiaro che è auspicabile una convergenza e una maggiore disciplina nelle deliberazioni politiche”, aveva detto l’ex presidente della Banca centrale europea, chiarendo che “il governo va avanti”.

“In base a quante nostre proposte verranno accolte ci comporteremo di conseguenza, non è mai stata in discussione la fiducia in Draghi o in questo governo”, ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini difendendo la scelta di ritirare gli emendamenti, definita “un passo avanti”. “Qualcuno voleva mettere la fiducia, eliminando la discussione in Parlamento. Invece il parlamento esiste per parlare, per discutere”.

“Noi abbiamo dimostrato buona volontà ritirando tutti gli emendamenti e trasformandoli in ordine del giorno. È chiaro che se ci bocciano le proposte, voteremo di conseguenza”, ha aggiunto.

Il governo si sta preparando anche a un’ulteriore estensione del green pass per i lavoratori della pubblica amministrazione e delle aziende, una misura che potrebbe accentuare la spaccatura all’interno della Lega sull’obbligo del green pass. Ieri il ministro dello Sviluppo economico, e vicesegretario federale della Lega, Giancarlo Giorgetti, ha previsto che sarà raggiunta un’intesa sull’estensione. “Le condizioni di sicurezza esigono che chi frequenta i luoghi affollati in qualche modo dia garanzie di non contagiare nessuno”, ha detto ieri. “Quindi, il Green pass è una misura che va esattamente in questa direzione. Quindi, ne prevedo un’ulteriore estensione”.

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