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Il governo punta a evitare il lockdown: molte regioni cambieranno “colore” e sono in arrivo nuove strette

Entro la fine della settimana quasi tutte le regioni siano in fascia arancione o rossa. Al vaglio nuove restrizioni per gli esercizi commerciali

Di Anna Ditta
Pubblicato il 11 Nov. 2020 alle 08:08 Aggiornato il 11 Nov. 2020 alle 08:10
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Il premier Conte

Sono in arrivo nuove strette anti-Covid ma, stavolta, il governo punta a ottenerle senza un nuovo Dpcm e a evitare il lockdown generalizzato del paese. L’obiettivo è attuare più chiusure possibili attraverso una serie di ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza e attraverso i provvedimenti di governatori e sindaci, in modo da evitare di dover chiudere tutta l’Italia come a marzo e aprile: una mossa ormai chiesta a gran voce da medici e operatori sanitari impegnati in prima linea nella lotta alla pandemia.

Per questo fine settimana, infatti, il governo prevede che quasi tutte le regioni siano in fascia arancione o rossa. Inoltre, spinge affinché governatori e sindaci blocchino il più possibile la mobilità, come riporta il Corriere della Sera. L’effetto sarebbe un “lockdown leggero“, in cui imprese, fabbriche e professionisti potrebbero continuare a lavorare, ma bar e ristoranti sarebbero chiusi su quasi tutto il territorio nazionale.

Al vaglio ci sono anche nuove restrizioni per gli esercizi commerciali, inclusi quelli che avevano ottenuto una deroga nelle zone rosse. Anche i negozi, infine, potrebbero fermarsi nel weekend, come già accade con quelli all’interno dei centri commerciali. A fare eccezione sarebbero alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccai. È scontro invece sulla scuola, con alcuni ministri e governatori che vorrebbero sospendere le lezioni in presenza anche nei gradi inferiori, ma la ministra Lucia Azzolina si oppone fortemente.

In ogni caso, si allontana lo scenario del lockdown generalizzato il 15 novembre, anche se quella resta una data chiave per comprendere gli effetti delle misure già prese e valutare le nuove restrizioni. “La data del 15 novembre non esiste”, ha assicurato ieri sera il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia intervistato a CartaBianca su Rai 3, c’è una decelerazione della curva ma noi dobbiamo chiederci se le reti ospedaliere reggono e questo lo vediamo monitoraggio dopo monitoraggio. Io escludo che si possa fare un lockdown come quello di marzo e aprile, non escludo però che possano esserci altri interventi restrittivi con zone rosse anche in altre Regioni, non sarà comunque una colpa”.

Governo, Conte: “Lavoriamo per evitare lockdown generalizzato”

A confermare che l’esecutivo punta ancora a evitare il lockdown nazionale è lo stesso presidente del consiglio, Giuseppe Conte, che in un’intervista di oggi a La Stampa afferma: “Glielo dico con chiarezza: stiamo lavorando per evitare la chiusura dell’intero territorio nazionale. Monitoriamo costantemente l’andamento del contagio, la reattività e la capacità di risposta del nostro sistema sanitario, e soprattutto confidiamo di vedere a breve gli effetti delle misure restrittive già adottate. È una situazione in evoluzione che valutiamo con la massima attenzione”. A proposito del Natale, sul quale il governo sta lavorando a regole apposite, il premier Conte dice: “Il nostro obiettivo è un Natale dove non si mortifichino né i consumi né gli affetti, ma non possiamo immaginare feste e pranzi affollati”. E aggiunge: “Ognuno deve fare il suo. Ne usciamo solo con un impegno collettivo”.

Gli effetti delle misure, d’altronde, cominciano a vedersi. Nel punto stampa al ministero della Salute sull’analisi epidemiologica, gli esperti hanno parlato di una “decelerazione frutto delle misure già poste in essere” e hanno dichiarato che si aspettano che, con il trascorrere dei giorni, i dati possano “ulteriormente migliorare”, anche se “il rischio resta alto”. I dati delle ultime 24 ore, intanto, parlano di 35.098 nuovi casi e 580 morti.

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