Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:18
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Uccise lo zio e lo gettò nel forno: condannato all’ergastolo, ma ora è irrintracciabile

Immagine di copertina
Mario Bozzoli

La Corte di Cassazione ha appena confermato la condanna all’ergastolo nei suoi confronti, ma quando i Carabinieri si sono presentati a casa sua per prelevarlo e portarlo in carcere Giacomo Bozzoli non c’era. Il 39enne bresciano che nel 2015 uccise suo zio e gettò il cadavere in un forno risulta irrintracciabile dalla sera di ieri, lunedì 1 luglio 2024.

Poche ore prima la Suprema Corte aveva pronunciato la sentenza di condanna che confermava il verdetto già emesso in primo e secondo grado: secondo i giudici, è stato Bozzoli ad assassinare lo zio Mario, 52 anni, imprenditore socio del padre di Giacomo nella fonderia di famiglia a Marcheno, in provincia di Brescia.

L’omicidio è avvenuto l’8 ottobre del 2015: il nipote avrebbe aggredito lo zio vicino ai forni dello stabilimento, poi il cadavere sarebbe stato carbonizzato con l’aiuto di un dipendente, Giuseppe Ghirardini, 50 anni, trovato anche lui morto sei giorni dopo nei boschi di Case di Viso, ucciso da una capsula di cianuro rinvenuta nello stomaco.

A casa di Ghirardini furono trovati 5mila euro in contanti, forse il compenso per la sua partecipazione alla distruzione del cadavere di Mario. Secondo gli inquirenti, l’operaio si sarebbe suicidato.

Nel 2022 i giudici dell’appello hanno stabilito che Giacomo Bozzoli è l’unica persona in cui “è risultato coesistere, unitamente all’odio ostinato e incontenibile (…) nei confronti della vittima, anche l’interesse economico per ucciderla riconducibile agli interessi societari e familiari”. Lo zio – stando alla ricostruzione processuale – era infatti ritenuto dal nipote “colpevole” di guadagnare dalla società di famiglia alle spalle degli altri componenti e di intralciare i suoi affari.

Negli ultimi nove anni, durante le varie fasi del processo, Giacomo Bozzoli è rimasto in libertà. Ieri all’udienza in Cassazione c’era suo padre Adelio, che ha riferito che il figlio stava aspettando la sentenza nella sua abitazione sul lago di Garda. Ma quando, dopo la pronuncia della condanna, i Carabinieri sono andati a prenderlo in casa non c’era nessuno.

LEGGI ANCHE: Reportage TPI – I bambini dimenticati della Terra dei Fuochi siciliana

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Caso Minetti, la procura di Milano: "Fatti gravissimi, verifiche con l'Interpol"
Cronaca / “La sicurezza sul lavoro non è un costo, è un diritto”: ai Fori Imperiali una cerimonia per Octav Stroici e per tutte le morti bianche
Cronaca / Famiglia nel bosco, la perizia gela Catherine e Nathan: "Genitori inadeguati"
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Caso Minetti, la procura di Milano: "Fatti gravissimi, verifiche con l'Interpol"
Cronaca / “La sicurezza sul lavoro non è un costo, è un diritto”: ai Fori Imperiali una cerimonia per Octav Stroici e per tutte le morti bianche
Cronaca / Famiglia nel bosco, la perizia gela Catherine e Nathan: "Genitori inadeguati"
Cronaca / Procedimento disciplinare per la docente che invitò Francesca Albanese a un webinar
Cronaca / Crampi e dissenteria dopo la cena al ristorante messicano
Cronaca / Gruppo FS: nel primo trimestre in calo del 57% le aggressioni al personale di Trenitalia
Cronaca / Garlasco, per la Procura Stasi non era sulla scena del delitto. E spuntano gli audio citati da Bruzzone
Cronaca / Oltre il visibile: il gemello digitale di San Pietro
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / RFI (Gruppo Fs): avanzano i lavori del passante AV di Firenze