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Caivano, i genitori di Maria Paola Gaglione: “È stato un incidente”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 14 Set. 2020 alle 13:09 Aggiornato il 14 Set. 2020 alle 13:10
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Immagine di copertina
Michele Antonio Gaglione, Maria Paola Gaglione e Ciro Migliore

“Michele non ha speronato lo scooter di Maria Paola. È stato un incidente”

Siamo sconvolti, una figlia morta e, dicono tutti, per colpa del fratello, ora chiuso in carcere. Cosa possiamo dire? Vogliamo conoscere la verità, cosa è successo quella notte. È stato solo un incidente“. È questo quanto dicono a La Stampa i familiari di Maria Paola e Antonio Michele Gaglione sullo scontro avvenuto ad Acerra in cui è morta la figlia 22enne, speronata in scooter dal fratello. Scontro in cui è rimasto ferito il compagno trans della ragazza, Ciro Migliore.

I genitori Gaglione hanno usato le stesse parole con don Maurizio Patriciello, secondo quanto riporta l’Adnkronos. “Michele non ha speronato lo scooter su cui viaggiava Maria Paola. È stato un incidente“. “Michele ha consegnato le scarpe ai carabinieri, sarà la perizia a stabilire con certezza come sono andati i fatti. Né io, né i genitori eravamo sul posto”, ha spiegato all’agenzia stampa don Patriciello.

“Maria Paola è diventata maggiorenne a luglio scorso – sottolinea don Patriciello che ha battezzato sia lei che il suo compagno – Appena ha compiuto i 18 anni è voluta andare via di casa ma non è corretto dire, come riportato dalla stampa, che è andata a convivere con Cira, che ha scelto di chiamarsi Ciro. Non avendo un lavoro, Ciro non aveva soldi per far fronte alle spese di una casa. La verità è che lui e Maria Paola venivano di volta in volta venivano ospitati da qualche parente di Ciro ad Acerra. Questa condizione naturalmente non faceva piacere ai genitori di Maria Paola. Lei era la ‘cocca’, la ‘piccola’ della casa”, continua il sacerdote.

Una condizione che “faceva terribilmente soffrire Pina e Franco – aggiunge don Patriciello all’Adnkronos – A modo loro, hanno tentato in tutti i modi di far capire alla figlia che non doveva lasciare la scuola di estetista. I Gaglione sono una famiglia povera, che non può certo permettersi una schiera di avvocati. Una famiglia che da un giorno all’altro si è trovata catapultata in questa situazione più grande di loro”. Certo, “senza ombra di dubbio, i genitori non erano preparati a questo tipo di relazione, ma pian piano stavano abituandosi all’idea. Quello che non accettavano più di tutto è che la figlia se ne fosse andata via così, all’avventura, senza un lavoro. Avrebbero solo voluto creare un futuro per lei”.

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