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Festival delle Letterature Migranti: dal 27 al 31 ottobre 2021 la VII edizione

Immagine di copertina

Oltre 30 incontri in programma. Tra le protagoniste: Giulia Caminito, vincitrice del premio Campiello; la scrittrice, regista e giornalista francese Ingrid Seyman e l’attrice e scrittrice israeliana Gila Almagor alla prima presentazione in Italia del suo “L’estate di Aviha”

Torna il Festival delle Letterature Migranti. Sarà un’edizione interamente declinata al femminile, dedicata al sentire e al sapere letterario, politico, scientifico e creativo delle donne e alla loro visione del mondo. Per la VII edizione, in programma a Palermo dal 27 al 31 ottobre, il Comitato di direzione del Festival delle Letterature Migranti ha scelto di riservare lo spazio di riflessione di FLM allo sguardo femminile, alle voci che meglio hanno saputo interpretare questo tempo difficile e la domanda di cambiamento che arriva dalla società. Un’edizione ibrida, con incontri in presenza e online, che darà la parola ad alcune tra le maggiori autrici del momento, riflettendo sulla scrittura femminile e aprendo il confronto sui temi fondamentali di genere e generazione, sulla crisi ambientale e sul distanziamento, le tecnologie e la condivisione. Cuore nevralgico del Festival – in cui si concentreranno quasi interamente gli appuntamenti del palinsesto letterario – sarà Palazzo Branciforte, a cui si affiancheranno – nell’ottica di un festival diffuso che valorizza la città di Palermo – altri spazi disseminati per la città come la Cappella Palatina, l’Oratorio di Sant’Elena e Costantino, lo spazio Zac ai Cantieri culturali alla Zisa e tanti altri, dal centro alle periferie. Tutti gli incontri sono ad ingresso gratuito. Come lo scorso anno, il Festival manterrà alcuni eventi in presenza nel rispetto delle misure di sicurezza richieste per il Covid ma avrà, ancor più che nel 2020, una proiezione integrale sul web con un palinsesto di presentazioni in diretta streaming e incontri online, con una forte ramificazione su social e new media.

Il lead scelto per l’edizione 2021 – attorno al quale si svilupperanno le sezioni del Festival e in primo luogo quella letteraria – è “Corpo condiviso”. Un tema suggerito dalla forte accelerazione temporale determinata dalla crisi pandemica, che torna a indicare la centralità del corpo in un’epoca connotata dalla smaterializzazione delle relazioni individuali. “La pandemia – dice Davide Camarrone, ideatore e direttore artistico del Festival – colpisce anzitutto una generazione che riteneva di poter sopravvivere in una bolla protetta e di poter rinviare alla rete il dominio delle proprie esistenze. Il tema della fisicità ci accomuna: per quel che accade intorno a noi, per le conseguenze impreviste del degrado ambientale, per la nostra fragilità estrema e per il rischio di fraintendimento delle opportunità forniteci dalla tecnologia, in riferimento ai vincoli di comunità, al lavoro, alla formazione permanente, agli affetti. Il programma di Flm non è mai stato solo una rassegna di novità editoriali ma ha provato ogni volta a dar vita, attraverso una selezione di testi letterari e altre forme artistiche e narrative, ad una sorta di cifrario, di canone interpretativo del Contemporaneo. Oggi sembra di assistere al crollo di un sistema di pensiero orientato al maschile. Emerge la necessità di una profonda revisione culturale, a partire dal dibattito che in questi anni le donne hanno condotto sulle fragilità sociali, sulle restrizioni e le violenze delle quali le nostre comunità si nutrono”. Le donne saranno protagoniste indiscusse di tutte le sezioni del festival: letteraria, musicale, artistica, teatrale, e della transizione digitale.

Il programma letterario

Oltre 30 le autrici nazionali e internazionali protagoniste di questa edizione. A definire “il cifrario del nostro tempo”, saranno nomi di primo piano del panorama letterario contemporaneo: da Giulia Caminito, vincitrice del premio Campiello con L’acqua del lago non è mai dolce (Bompiani, 2021); alla giornalista, regista e scrittrice francese Ingrid Seyman con La Piccola Conformista (Sellerio, 2021). Ancora, Gila Almagor che ha scelto FLM, Palermo e la Sicilia, per la prima presentazione in Italia del suo romanzo L’estate di Aviha, tradotto nel nostro Paese quest’anno dalla casa editrice Acquario. Nata a Tel Aviv nel 1939, Almagor è considerata l’Anna Magnani del cinema israeliano ed è stata anche assessore alla Cultura e all’Arte di Tel Aviv. L’estate di Aviha racconta la sua infanzia difficile: il padre ucciso a Haifa da un cecchino arabo poco prima che nascesse, e la madre, di origini polacche, con il trauma di Auschwitz che la costringe a lunghe permanenze negli ospedali psichiatrici.

Al festival arriveranno autrici di romanzi e di saggi con riflessioni profonde sull’attualità e le sue trasformazioni, pensatrici impegnate a ridefinire il concetto di femminismo e valori del vivere comunitario come democrazia, lavoro e multiculturalismo: la scrittrice americana gender J. E. Sady Doyle, autrice de Il mostruoso femminile (Tlon, 2021), un’analisi feroce e divertente del patriarcato; l’italiana d’origini ungheresi Vera Gheno con Femminili singolari. Il femminismo è nelle parole (Effequ, collana Saggi Pop, 2019) e Trovare le parole. Abbecedario di una comunicazione consapevole (Edizioni Gruppo Abele, 2021); la storica, giurista, sociologa e accademica italiana Eva Cantarella, autrice di Sparta e Atene. Autoritarismo e democrazia (Einaudi, 2021); Valentina Furlanetto autrice di Noi schiavisti (Laterza); Nadeesha Uyangoda con L’unica persona nera nella stanza (66TH, 2021). Non mancano poi le scrittrici siciliane: Giuseppina Torregrossa che con il suo ultimo romanzo Al contrario (Feltrinelli, 2021) racconta una storia ambientata nell’entroterra siciliano tra le due guerre e una piccola rivoluzione femminile; e Vanessa Ambrosecchio con Tutto un rimbalzare di Neuroni (Einaudi, 2021), riflessione e narrazione di un anno di insegnamento in DAD. Il crollo dei valori comuni, la morte degli dèi precedenti, l’aumento esponenziale della complessità, la sensazione diffusa di abitare una crepa della storia, e soprattutto l’urgenza di porre basi nuove al vivere comune saranno oggetto del dialogo tra Maura Gancitano e Andrea Colamedici con Valeria Dinamo, in collaborazione con Scuola Holden e Hangar Piemonte a partire da L’alba dei nuovi dei (in uscita per Mondadori). Mettendo in parallelo i due mondi – la polis greca e i social network, gli hypomnemata e gli smartphone, il politicamente corretto e la koinè, l’inconscio digitale e l’aretè – i due filosofi insieme a Valeria Dinamo tracceranno una serie di indicazioni per accogliere con lucidità, entusiasmo e consapevolezza l’alba dei nuovi dèi.

Compongono e arricchiscono inoltre il programma: Elena Rui, La Famiglia degli Altri (Garzanti, 2021); Cristina Morales, Lettura Facile (Guanda, 2021); Lia Levi, Ognuno accanto alla sua notte (E/O, 2021); Bianca Sorrentino, Pensare come Ulisse (Il Saggiatore, 2021); Cristina Pozzi e Andrea Dusi, Il mondo che ci attende (Bompiani, 2021); Simona Baldelli, Alfonsina e le strade (Sellerio, 2021); Valentina Mira, X (Fandango, 2021); Giulia Vola, Fallisci e sei morto (in uscita per Acquario); Evelyne Bloch, La casa dei miei scrittori (Add, 2019); Jumoke Verissimo, Memoria e desiderio (Brioschi, 2021); Kira Wuck, Il mare ha fame (Ensemble, 2021); Ester Armanino, Contare le sedie (Einaudi, 2021). Previsti, inoltre, omaggi a grandi scrittrici del passato o contemporanee: Nawal Al sa Dawi, Elisa Chimenti ricordata da Camilla Cederna, Goliarda Sapienza, Susan Sontag, Sibilla Aleramo, Gabriella De Fina.

Sempre all’interno del programma letterario, per la sezione Lost (and found) in translation, dedicata alla traduzione e alla mediazione culturale, curata da Eva Valvo, si terranno gli incontri: “Tradurre la fantascienza” con Flora Staglianò e Silvana Palumbieri e “Tradurre l’arabo” con Elisabetta Bartuli, e Barbara Teresi, traduttrici e scout di letteratura araba contemporanea. Confermata anche l’amata formula del translation slam, una sfida di traduzione letteraria tra alunni delle scuole palermitane, guidati da traduttori professionisti. Agli studenti sarà proposto un testo di Ursula K. Le Guin (1929-2018), autrice statunitense di romanzi fantasy e fantascientifici che vanno ben oltre la cosiddetta “letteratura di genere”, toccando temi di grande attualità quali l’identità, la pace e il rapporto con l’ambiente.

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