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Facebook ha chiuso la pagina della testata sovranista “Il Primato Nazionale”, vicina a CasaPound

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 6 Apr. 2021 alle 09:39 Aggiornato il 6 Apr. 2021 alle 09:51
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Immagine di copertina
La copertina di Marzo 2019 del mensile di Primato Nazionale

Facebook chiude la pagina de Il Primato Nazionale

La pagina della testata sovranista Il Primato Nazionale è stata cancellata da Facebook. Nel pomeriggio di ieri, lunedì 5 aprile, il profilo social da circa 90mila “like” del giornale (online quotidiano e mensile cartaceo, ndr) legata all’organizzazione di estrema destra, CasaPound Italia, è diventato irreperibile. Al suo posto compare un avviso, che recita “Questa Pagina non è disponibile. Il link potrebbe essere non funzionante o la Pagina potrebbe essere stata rimossa”.

L’oscuramento potrebbe essere scattato in seguito a violazioni delle politiche della piattaforma di Mark Zuckerberg in materia di diffusione di contenuti che incitano alla violenza, alla discriminazione e all’odio razziale e/o a messaggi riconducibili a fascismo o nazismo.

primato nazionale facebook

Lo stesso direttore della testata, Adriano Scianca, conferma la “censura” e pensa che possa essere legata alla conferenza che mercoledì sera, alle 21, avrebbe dovuto essere trasmessa proprio sulla pagina Facebook del Primato Nazionale: una presentazione del saggio “Stregoneria politica“, di Guido Taietti, edito da Altaforte (la casa editrice vicina agli ambienti di CasaPound esclusa dal Salone del Libro 2019. La stessa casa editrice che ha pubblicato il libro-intervista a Matteo Salvini scritto dalla giornalista Chiara Giannini, intitolato Io sono Matteo Salvini: intervista allo specchio, ndr), a cui avrebbero partecipato l’autore del volume, il giornalista Gianluca Veneziani, di Libero, il direttore del Primato Nazionale ed Edoardo Gagliardi, giornalista di Byoblu. Quest’ultimo portale ha di recente fatto notizia per una analoga censura subita su Youtube.

Come ricorda Paolo Berizzi su Repubblica, l’autore del libro della presentazione è Guido Taietti, “condannato a 7 anni e due mesi per avere reso invalido permanente Emilio Visigalli, pestato in modo brutale a Cremona il 18 gennaio 2015 in un agguato balzato agli onori delle cronache nazionali. E non si tratta del primo picchiatore pregiudicato a cui il network editoriale Altaforte-Primato Nazionale dà spazio”.

Non abbiamo ricevuto alcun tipo di preavviso o di motivazione per la cancellazione della pagina”, spiega all’Adnkronos il direttore del Primato Nazionale, Adriano Scianca. “Quindi possiamo solo fare delle ipotesi per spiegare questo provvedimento assurdo e immotivato. Una delle quali è sicuramente legata all’evento di mercoledì sera e magari alla presenza di un esponente di Byoblu, che ha già sperimentato le attenzioni della censura proprio in questo giorni. È bastato pubblicizzare un evento con loro per veder saltare la pagina? Oppure si tratta di altro? Ovviamente non lo sapremo mai. Abbiamo però già allertato gli avvocati e possiamo annunciare già sin d’ora che porteremo il social network in tribunale per ribadire che un’azienda privata non può essere arbitro della libertà d’espressione in Italia“, aggiunge il direttore del Primato Nazionale annunciando la denuncia a Facebook.

Nel suo editoriale Ultime dal 1984: Facebook ha rimosso la pagina del Primato Nazionale che apre la testata, Adriano Scianca fa anche un confronto alquanto controverso: il direttore del Primato Nazionale paragona la vicenda dell’oscuramento alla pagina Facebook del suo giornale con la tolleranza nei confronti della legge Zan (quella contro l’omofobia, ndr). “Negli stessi giorni in cui in Italia si discute di una nuova legge che nel migliore dei casi sarebbe inutile e nel peggiore sarebbe liberticida, ma che pure viene presentata a reti unificate come una grande conquista di libertà, ovvero la legge Zan – si legge nell’editoriale -, lo stato reale della libertà in Italia è il seguente: la pagina di una testata regolarmente registrata, che contava circa 90.000 like, può essere cancellata dal social network di Mark Zuckerberg”.

Una simile “censura” è avvenuta il 5 marzo scorso quando Twitter ha bloccato l’account Forza Nuova, l’altra associazione politica che si rifà esplicitamente all’ideologia del Ventennio. Chiusi anche i profili del segretario del partito neo fascista Roberto Fiore e del vicesegretario nazionale Giuseppe Provenzale. Già il 9 settembre 2019 le pagine Facebook e Instagram di Forza Nuova e di quelle di CasaPound erano state oscurate.

Leggi anche: 1. Censura? No, il problema è che abbiamo dato troppo potere a Facebook e Twitter (di Gabriele Volpe); // 2. Nessuno dice come stanno davvero le cose: Facebook e Twitter hanno censurato Trump unicamente per tutelare i loro interessi (di Elisa Serafini) // 3. Trump contro Twitter: la “guerra per la verità” che nessuno merita di vincere (di Luca Serafini)

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