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I dirigenti della Juventus indagati per l’esame farsa di Suarez a Perugia, sospesa la rettrice dell’università

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 4 Dic. 2020 alle 16:48
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Immagine di copertina

Esame farsa Suarez: indagati i dirigenti della Juventus

Anche i dirigenti della Juventus sono indagati per l’esame farsa di italiano, che il calciatore Luis Suarez ha affrontato il 17 settembre scorso all’Università degli Studi di Perugia per ottenere il prima possibile la cittadinanza italiana. Ne dà comunicazione con una nota stampa la procura di Perugia, diretta da Raffaele Cantone. “Dopo le perquisizioni e sequestri del 22 settembre 2020, le indagini hanno significativamente corroborato il quadro probatorio che già si era delineato in ordine all’organizzazione, da parte degli indagati, nel corso di una sessione istituita ad personam, di un esame ‘farsa’, che ha consentito il rilascio dell’attestato di conoscenza della lingua italiana del tipo ‘B1’ al noto calciatore uruguaiano Luis Alberto Suarez, requisito indispensabile per l’ottenimento della cittadinanza”.

“In particolare – si legge ancora nella nota – è emerso che i contenuti della prova erano stati preventivamente comunicati allo stesso calciatore, giungendo a predeterminare l’esito ed il punteggio d’esame, per corrispondere alle richieste che erano state avanzate dalla Juventus, con la finalità di conseguire un positivo ritorno di immagine, tanto personale quanto per l’Università”. La guardia di finanza, quindi, ha sospeso dall’attività per 8 mesi la rettrice Giuliana Grego, il direttore Simone Olivieri e i professori che esaminarono il calciatore del Barcellona Luis Suarez. Secondo l’accusa “è emerso che i contenuti della prova erano stati preventivamente comunicati allo stesso calciatore, giungendo a predeterminare l’esito e il punteggio d’esame, per corrispondere alle richieste che erano state avanzate dalla Juventus, con la finalità di conseguire un positivo ritorno di immagine, tanto personale quanto per l’Università”.

A loro vengono contestati i reati di “rivelazione del segreto d’ufficio finalizzata all’indebito profitto patrimoniale e plurime falsità ideologiche in atti pubblici”. Per quanto riguarda i dirigenti della Juventus, invece, nella nota si legge che: “Gli accertamenti investigativi hanno consentito, altresì, di comprendere come, nei primi giorni del mese di settembre del 2020, la dirigenza del club torinese si fosse attivata, anche ai massimi livelli istituzionali, per accelerare il riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez, facendo, quindi, ipotizzare nuove ipotesi di reato a carico di soggetti diversi dagli appartenenti all’università, tuttora in corso di approfondimento. Condividendo le ipotesi accusatorie, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto le misure cautelari avendo rilevato il concreto ed attuale rischio che gli indagati, se non sottoposti ad idonea cautela, ripropongano condotte delittuose analoghe a quelle per le quali si procede, avendo mostrato di considerare l’istituzione di cui fanno parte e che rappresentano alla stregua di una res privata gestibile a proprio piacimento”.

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