Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Disabile lasciata a terra da Ryanair: “Poche volte mi sono sentita così ‘diversa’”

Immagine di copertina
Credit: Instagram

Disabile lasciata a terra da Ryanair: “Poche volte mi sono sentita così ‘diversa’”

Costretta a rinunciare alle vacanze per il rifiuto di Ryanair di imbarcare la sua carrozzina. Lo ha denunciato sui social la disabile Valeria Roberta Vetrano, respinta dalla compagnia low cost dopo averle chiesto di lasciare a terra la carrozzina elettrica, con cui aveva già viaggiato altre volte.

Il fatto risale lunedì scorso, quando Valeria e un’amica si sono all’aeroporto bergamasco di Orio al Serio per prendere il volo con destinazione Bordeaux, in partenza alle 21.50, e trascorrere il ponte nella città francese. Al check-in iniziano i problemi: “mi viene detto che la batteria della mia ‘Ferrari’, che ha il voltaggio ammesso, non può essere portata in volo, perché ha uno sticker con scritto e-bike… e sorpresa! Dopo tanti anni e tanti viaggi… non si vola”, ha scritto sul suo profilo Instagram.

Secondo la compagnia, la batteria non sarebbe inffatti originale. A nulla vale il certificato di originalità mostrato dalla disabile: gli viene chiesto di lasciare a terra la parte motorizzata, senza la quale la carrozzina sarebbe però inutilizzabile. A quel punto le viene proposto di lasciare la carrozzina in aeroporto, salendo sull’aereo senza il mezzo. “Io l’avrei anche fatto pur di partire, ma mi hanno detto di non avere un deposito e la mia sedia a rotelle costa circa ottomila euro”, ha raccontato a La Repubblica. Per risolvere il problema, propone agli addetti di far tornare al parcheggio la sua amica per lasciare la carrozzina nel bagagliaio dell’auto. Anche in questo nulla da fare: “avrei avuto bisogno di assistenza e soprattutto di tempo per raggiungere il gate”. “Mi hanno detto che l’aereo non poteva certo aspettare me e che avrei dovuto fare il tragitto di corsa o niente, dato che non ci avevo pensato prima. Hanno usato proprio queste parole, come se io fossi in grado di correre”, ha raccontato al quotidiano romano. Secondo la compagnia, l’imbarco le sarebbe stato negato perché non avrebbe fornito le specifiche della sedia a rotelle prima del volo. “Altra cosa non vera”, ha affermato la donna, che sottolinea di aver specificato alla prenotazione la tipologia della carrozzina. “Un’esperienza disumanizzante, che mi ha fatto sentire ‘diversa’ come poche volte è accaduto in vita mia”, ha commentato. “Una hostess di terra a un certo punto si è offerta di rimborsarmi di tasca sua. Stiamo scherzando? Io avevo regolarmente pagato il mio biglietto, non voglio l’elemosina da nessuno”.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”