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Delitto Garlasco, Stasi chiede la revisione della sentenza: “Trovate prove decisive”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 23 Giu. 2020 alle 13:31
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Immagine di copertina
Antonio Stasi Credits: ANSA

Delitto Garlasco, Stasi chiede revisione sentenza

La difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio dell’allora fidanzata Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco (Pavia), ha depositato oggi – martedì 23 giugno – una istanza di revisione della sentenza. Lo conferma Laura Panciroli, legale di Stasi dallo scorso dicembre.

L’avvocato, nominata nel dicembre scorso afferma che “per una completa rilettura della complessa vicenda processuale, finalizzata alla sua revisione”.  “Sono stati individuati – ha continuato la legale – e sottoposti al vaglio della competente Corte di Appello di Brescia elementi nuovi, mai valutati prima, in grado di escludere, una volta per tutte, la sua responsabilità”.

Per l’avvocato Panciroli, “le circostanze su cui era basata la sua condanna (le stesse, peraltro, sulle quali era stato prima, ripetutamente, assolto) sono ora decisamente smentite – dice -. Si è sempre dichiarato innocente e in molti hanno creduto che la verità andasse cercata altrove. Ora ci sono elementi anche per proseguire le indagini”.

Potrebbe così riaprirsi, se il giudice dovesse accogliere la richiesta, uno dei casi di cronaca nera rimasti più impressi nella memoria collettiva, nonostante siano passati 13 anni. Era il 13 agosto del 2007 quando la 26enne Chiara Poggi fu trovata morta nella casa di famiglia a Garlasco. Quasi subito le indagini si concentrarono sul suo fidanzato, Alberto Stasi, che era stato con lei ufficialmente fino alla sera prima dell’omicidio.

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