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Delitto di Garlasco, nel sacchetto della spazzatura con i resti della colazione trovati i Dna di Chiara Poggi e Alberto Stasi

Immagine di copertina

I primi risultati dell'incidente probatorio non offrono nuovi appigli alla pista alternativa

C’è solo il Dna di Chiara Poggi e quello di Alberto Stasi nel contenuto del sacchetto della spazzatura contenente i resti della colazione, mai analizzati prima d’ora, presumibilmente consumata dalla vittima il giorno in cui è stato commesso il delitto di Garlasco. Sono i primi risultati dell’incidente probatorio che aveva il compito di riscrivere la storia dell’omicidio di Chiara Poggi. I primi esiti raggiunti dalla genetista Denise Albani, perito scelto dal gip di Pavia Daniela Garlaschelli, non hanno dato i risultati sperati. Secondo il Corriere della Sera, infatti, sul piattino di plastica, sul piccolo sacchetto azzurro dell’immondizia e sulle linguette dei due Fruttolo è stato trovato il Dna della vittima. L’unico profilo di Dna maschile individuato, invece, appartiene ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi e detenuto nel carcere di Bollate da 10 anni: è sulla cannuccia di plastica del brick dell’Estathé. Un’eventualità che lo stesso Stasi non aveva escluso avendo cenato con la vittima la sera prima del delitto.

Nell’incidente probatorio ci sono anche due nuove impronte da analizzare, che non comparivano nella relazione tecnica del Ris dell’epoca. Una si trova sullo stipite della porta che conduce alla cantina e non apparterrebbe né a Stasi né ad Andrea Sempio. L’altra, invece, è l’impronta che si trova sulla cornetta del telefono. E che potrebbe appartenere a Chiara Poggi, la quale in quel momento si stava difendendo dall’aggressione.

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