“David Rossi è stato ucciso”: il verdetto della Commissione parlamentare riapre l’inchiesta
La relazione approvata da deputati e senatori si basa su due perizie tecniche: "Rossi, prima di precipitare, si trovava sospeso all’esterno della finestra del proprio ufficio, trattenuto per entrambi i polsi e negli ultimi istanti solo per il braccio sinistro, con mani di terzi che stringono il polso". La Procura di Siena apre un nuovo fascicolo
David Rossi non si è suicidato: è stato ucciso. È questa la conclusione a cui è giunta la Commissione parlamentare monocamerale d’inchiesta sulla morte dell’ex capo della comunicazione di Banca Montepaschi di Siena (Mps), precipitato dalla finestra del proprio ufficio il 6 marzo 2013.
Nella relazione di metà mandato della Commissione, approvata all’unanimità, si legge che – in base alle risultanze di due perizie tecniche – David Rossi sarebbe “stato vittima di una azione con l’intervento di terzi soggetti, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidario, quanto invece di un omicidio”.
La relazione ha spinto la Procura di Siena ad aprire un nuovo fascicolo d’inchiesta, dopo che in passato in più occasioni le indagini erano state archiviate, ritenendo fondata la tesi del suicidio.
In poco più di un anno e mezzo di attività, la Commissione – presieduta da Gianluca Vinci, deputato di Fratelli d’Italia – ha tenuto complessivamente 42 riunioni plenarie, nel corso delle quali sono stati auditi 33 soggetti, tra familiari di David Rossi, legali ed ex legali della famiglia, consulenti della Commissione, parlamentari ed ex parlamentari, giornalisti, dipendenti ed ex dipendenti di Mps, dipendenti ed ex dipendenti del Comune di Siena, ex presidenti della Fondazione Palazzo Te di Mantova, persone informate sui fatti.
La tesi dell’omicidio emerge con forza, in particolare, da due perizie, svolte dal tenente colonnello Adolfo Gregori in forza ai Ris di Roma e dal dottor Robbi Manghi, medico legale.
Le due valutazioni tecniche, si legge nella relazione della Commissione parlamentare, “ricostruiscono uno scenario chiaro, nel quale David Rossi, prima di precipitare, si trovava sospeso all’esterno della finestra del proprio ufficio, trattenuto per entrambi i polsi e negli ultimi istanti solo per il braccio sinistro, con mani di terzi che stringono il polso”.
“La prima perizia – riferiscono i parlamentari – accerta un forte tentativo di trattenere, sospendere il corpo per il polso sinistro sull’orologio e sul braccio destro con delle ecchimosi dette vibici, da parte di soggetti terzi, mentre la seconda perizia sul volto chiarisce come David Rossi abbia subito lesioni al volto appena prima della caduta, in posizione genuflessa, incompatibili con una volontà autolesiva. Rimane quindi da individuare con certezza il movente di un tale accadimento”.
Ricordiamo che Rossi morì nel pieno dello scandalo giudiziario e mediatico che coinvolgeva Banca Mps, allora al centro di indagini per gravi irregolarità finanziarie e sotto enorme pressione pubblica e politica.
Una delegazione della Commissione parlamentare si recherà in missione a Siena venerdì 6 marzo, giorno del tredicesimo anniversario della morte: nell’occasione, presenterà pubblicamente la relazione appena approvata in un evento aperto al pubblico che si svolgerà presso l’Archivio di Stato di Siena.