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“Non voglio morire dormendo, scusate figli miei”, i messaggi di addio dei pazienti Covid scritti sui cruciverba

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 19 Nov. 2020 alle 14:32
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Immagine di copertina

I messaggi di pazienti Covid lasciati sulle pagine delle parole crociate

“Non voglio morire dormendo, scusate figli miei”. E ancora: “Non voglio impazzire, fatemi addormentare senza risvegliarmi”. Questi sono gli ultimi messaggi di addio dei pazienti ricoverati nei reparti Covid. Le ultime parole rivolte ai propri cari o ai medici annotate sulle pagine di una rivista di cruciverba.

È la solitudine di questa malattia che porta ad affidare il proprio addio sulle pagine di una settimana enigmista. Perché i pazienti ricoverati per Coronavirus vivono in isolamento forzato, non possono vedere nessuno al di fuori di medici e infermieri, lontani dalle proprie famiglie. “Perché un reparto Covid è come un bunker – raccontano i medici – quando i pazienti entrano, se non ce la faranno, i loro cari non li rivedranno più”. Chi finisce in quelle stanze asettiche sa bene che potrebbe non riabbracciare più i propri cari.

La 70enne ricoverata nel reparto Covid dell’ospedale Vannini, al Casilino scriveva 20 giorni fa ai medici vicino alle parole crociate: “Non voglio impazzire, fatemi addormentare senza risvegliarmi”. La donna non rispondeva alla terapia farmacologica e rifiutava di sottoporsi alla Cpap con l’ossigeno a pressione positiva. “Scusate figli miei, ma voglio morire dormendo”, ha spiegato ai suoi figli con un messaggio lasciato sui cruciverba.

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