Sgombero Primavalle, le famiglie a TPI: “Lasciateci recuperare le nostre cose prima della demolizione”

Nell'ex scuola occupata di via Cardinal Capranica, sgomberata il 15 luglio, vivevano oltre 300 persone

Di Anna Ditta
Pubblicato il 31 Lug. 2019 alle 13:17 Aggiornato il 31 Lug. 2019 alle 13:37
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Sgombero Primavalle, le famiglie: “Lasciateci recuperare le nostre cose”

Non è ancora chiuso il capitolo dello sgombero di Primavalle, avvenuto lo scorso 15 luglio nell’ex scuola occupata da oltre 300 persone in via Cardinal Capranica. Una decina tra le famiglie sgomberate si sono radunate ieri, 30 luglio, nei pressi dell’occupazione, chiedendo alla polizia di poter recuperare le proprie cose, rimaste nell’edificio dopo lo sgombero.

Le famiglie temono infatti di non riuscire a recuperare gli oggetti, i documenti e i beni di ogni tipo, che sono state costrette ad abbandonare il giorno dello sgombero, prima che il palazzo sia demolito.

Sgombero Primavalle, la richiesta delle famiglie: “Lasciateci recuperare le nostre cose”

C’è chi deve recuperare l’aspirapolvere, chi i mobili, chi i lettini dei bambini. Sono tanti gli oggetti accumulati nel corso di oltre 15 anni di vita nell’ex scuola occupata.

Finora la SOS (Sala operativa sociale del Comune di Roma) ha dato vari appuntamenti agli ex abitanti per poter recuperare i propri beni prima della demolizione, ma non tutti erano ancora riusciti a farlo.

Ieri, quando hanno telefonato, le famiglie si sono sentite dire che era l’ultimo giorno e che non sarebbero più stati dati appuntamenti a nessuno.

Durante il pomeriggio, dopo una trattativa e alcuni momenti di tensione, si è arrivati a un accordo anche grazie alla mediazione del presidente del XIV Municipio Alfredo Campagna e l’assessore alle Politiche Sociali Andrea Magi.

“Alcune persone sono potute entrare e portare via le loro cose”, racconta Donatella, che vive nell’occupazione di Torrevecchia, dove – insieme all’occupazione di Battistini – hanno trovato ospitalità alcuni ex abitanti di Cardinal Capranica.

“Sei famiglie però non hanno ancora potuto prendere le loro cose, per mancanza di mezzi con cui effettuare il trasloco, hanno potuto solo riempire delle buste”.

“Sia il presidente del municipio sia l’assessore hanno assicurato che ci sarebbe stato un altro appuntamento, in modo che la gente si potesse organizzare e portare via tutto”, spiega Donatella. “Stiamo aspettando di sapere quando sarà”.

La testimonianza di Sharon

Sharon è una ragazza madre di 27 anni e una figlia che tra poco ne compirà 4.

“Vivevo a via Cardinal Capranica da quando avevo 9 anni. Da una vita”, racconta a TPI.

Tra gli ex occupanti dell’ex scuola occupata c’è chi ha accettato l’accoglienza in una struttura del comune di Roma, chi è temporaneamente ospite di amici e parenti ma anche chi, come lei, ha trovato ospitalità presso altri palazzi occupati.

“Ieri abbiamo provato a chiamare la SOS per fissare un appuntamento, ma ci hanno detto che non ne avrebbero più presi. Il problema è che io non ho ancora finito di prendere le mie cose, tanti non avevano preso ancora niente”.

Anche se Sharon ieri è riuscita a entrare nella palazzina, la polizia non ha fatto entrare l’amico che si era offerto di darle una mano.

“Cosa potevo portarmi via io da sola?”, chiede. “Non ho potuto smontare mobili, non mi sono potuta portare le cose importanti. Ho potuto riempire solo due o tre buste di vestiti e giocattoli di mia figlia”.

Ora spera di ottenere un nuovo appuntamento per potersi organizzare e portar via i mobili e gli oggetti a cui è legata.

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