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CasaPound: “Siamo disposti a lasciare lo stabile occupato, ma a una condizione”

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 18 Giu. 2019 alle 19:33 Aggiornato il 19 Giu. 2019 alle 15:14
Immagine di copertina

CasaPound lasciare stabile occupato – L’occupazione dello stabile di via Napoleone III a Roma da parte di CasaPound è tornato alla ribalta dopo che la Corte dei Conti ha stabilito che il danno erariale ammonta a 4,6 milioni di euro.

L’occupazione di CasaPound all’Esquilino ha causato un danno allo Stato di oltre 4 milioni di euro

Intervista da Le Iene, il responsabile romano del gruppo di estrema destra, Davide Di Stefano, ha parlato della possibilità di lasciare l’immobile, ma a una condizione.

“Lasciare il palazzo occupato abusivamente e spostarci fuori dal centro se si trovasse un immobile adeguato? Sì, se il Comune vuole proporre delle soluzioni lo faccia, a patto però che vengano spostate anche tutte le occupazioni abusive di Roma. Non si può pensare di partire da CasaPound, altrimenti sarebbe solo un’aggressione politica”.

Di Stefano ha anche commentato la cifra stabilita dalla Corte e ritenuta sbagliata: “Si è descritto il palazzo come se fossero 18 appartamenti finiti e pronti da mettere sul mercato. Qui non si è minimamente calcolato quanto il comune di Roma non ha speso in questi anni di occupazione, per fare l’assistenza alloggiativa alle famiglie che ci vivevano per esempio. Ci sono tutta una serie di costi non considerati: io non vedo alcun danno erariale”.

Interrogato dalle Iene sul diritto degli immigrati non proprietari di casa di occupare degli immobili Di Stefano risponde: “Ovviamente per noi lo Stato deve prima occuparsi degli italiani, poi gli stranieri che sono qua, se hanno titolo per starci, si comporteranno come gli italiani se non ricevono risposte dall’amministrazione. Alla fine anche loro occuperanno… Noi crediamo che, come dice la Costituzione, lo Stato e gli enti preposti si debbano assicurare che tutti i cittadini possano diventare proprietari di un’abitazione”. 

Quale può essere una soluzione immediata? “Se dovesse arrivare una richiesta di pagare un canone sociale adeguato in accordo col demanio, diciamo di 600-700 euro al mese, noi saremmo pronti a pagarlo. In 15 anni però nessun ente mai è venuto a bussare al nostro palazzo, tranne che per la residenza e per i regolari contratti con l’azienda dello smaltimento dei rifiuti. Facciano una proposta di affitto: ribadiremo pubblicamente che siamo disposti a pagare un canone sociale adeguato”.

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