Crans Montana, uno dei feriti si risveglia dal coma a Milano: “Mamma, sono felice”
Il ragazzino è stato estubato. Nello stesso reparto di terapia intensiva restano in gravi condizioni altri tre giovani, mentre sei sono al centro ustioni e un altro è al Policlinico con un'infezione polmonare
Tre settimane dopo la strage di Crans-Montana, uno dei ragazzini italiani coinvolti nel disastro si è risvegliato dal coma. Sua madre gli ha chiesto come si sentisse e lui, che per ora riesce a comunicare solo attraverso una macchina, le ha risposto: “Felice”.
Il giovane, di cui non sono state rese note le generalità, è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Niguarda di Milano ed è stato estubato. Nello stesso reparto si trovano altri tre ragazzi rimasti gravemente feriti nell’incendio divampato la notte di capodanno nel bar Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, nel canton vallese. Alcuni di loro sono stati tracheotomizzati per limitare i problemi dovuti alla lunga intubazione.
Sempre al Niguardia, altri sei giovani sono degenti al centro ustioni: una di loro, la veterinaria 29enne Eleonora Palmieri, dovrebbe essere trasferita nelle prossime ore all’ospedale Bufalini di Cesena, più vicino alla sua città, Cattolica.
Un altro giovane è poi ricoverato al Policlinico di Milano, attaccato alla macchina della circolazione extracorporea per un’infezione polmonare, mentre altri sei sono.
La notizia del risveglio del ragazzo del Niguarda è stata resa nota dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso: “Era molto grave, ma è migliorato”, ha spiegato. “Riesce a respirare autonomamente, però non ancora a parlare. Come tutti gli altri ha le mani completamente fasciate, però c’è questo strumento incredibile che permette di dialogare con lui”.
Il macchinario in questione è il Caa, un dispositivo a comunicazione aumentativa e alternativa, che – tramite un sensore di movimento o una telecamera di tracciamento – permette a persone con mobilità limitatissima di esprimersi indicando delle icone (simboli, parole o frasi) con il tocco o con lo sguardo.
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“La mamma gli ha chiesto come si sentisse, davanti aveva una serie di icone e lui, muovendo le mani, doveva scegliere quale fosse il sentimento”, ha raccontato Bertolaso: “È comparsa l’icona della paura e l’ha spostata. Quella dell’ansia pure, quella della preoccupazione pure. Ha cliccato sull’icona della felicità. Anche se è in condizioni gravi”.
“È un segnale che rappresenta tutti questi ragazzi”, ha osservato l’assessore, aggiungendo che “soprattutto nei più gravi registriamo leggeri ma costanti miglioramenti”. “Spero di poter dare presto l’annuncio che sono tutti fuori pericolo – ha aggiunto – ma questo ancora non si può dire”.