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    Covid, boom di ricoveri in Italia. Gimbe: “+62% in terapia intensiva”

    Medici in prima linea Credits: ANSA
    Di Veronica Di Benedetto Montaccini
    Pubblicato il 3 Set. 2020 alle 15:11

    Il Covid avanza in Italia e aumentano i ricoverati negli ospedali e i pazienti in terapia intensiva. Nell’ultima settimana, dal 26 agosto al 1 settembre, è salito il numero dei nuovi casi di positivi, ma soprattutto delle persone contagiate da Sars Cov2 ospedalizzate con sintomi (+30 per cento) – quasi raddoppiato – e di quelle ricoverate in terapia intensiva (+62 per cento), un fronte sul quale si è registrata una vera e propria impennata (da 66 agli attuali 107). Leggero incremento – da 40 a 46 – anche nel numero dei morti. A registrarlo, nel consueto monitoraggio settimanale, la Fondazione Gimbe, presieduta da Nino Cartabellotta.

    Cifre alla mano, i nuovi positivi sono oltre 26mila, la metà tra Lombardia (26,5 per cento), Lazio (12,3 per cento) ed Emilia-Romagna (11,4 per cento), mentre nuovi casi settimanali sono balzati da 1.408 a 9.015. Per Cartabellotta tutti “segnali che vanno nella direzione di una ripresa dell’epidemia nel nostro Paese, sia in termini epidemiologici che di manifestazioni cliniche, proprio alla vigilia del momento cruciale della riapertura delle scuole”.

    L’aumento progressivo dei focolai provoca una crescita esponenziale dei nuovi casi, prevalentemente autoctoni, in parte da rientro di vacanzieri e, in misura nettamente minore, di importazione da stranieri, è la valutazione della Fondazione indipendente. Da 1.408 registrati nella settimana compresa tra il 15 e il 21 luglio i nuovi casi nell’ultima settimana sono passati a 9.015, con un incremento del rapporto positivi/casi testati schizzato dallo 0,8 per cento al 2,3 per cento. 

    Numeri in ascesa, dunque, davanti ai quali “non possono essere più tollerati comportamenti individuali irresponsabili”, sottolinea il presidente della Fondazione di Bologna, richiamando le Istituzioni “affinché vigilino e sanzionino ogni forma di attentato alla salute pubblica”.

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