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Covid, rallenta il contagio: c’è attesa per l’allentamento delle restrizioni. Le date chiave

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 21 Nov. 2020 alle 09:13
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Inizia il tanto atteso rallentamento dell’epidemia. L’Rt scende in tutto il Paese. Quello medio passa in una settimana da 1,7 a 1,18. Solo in Toscana, Abruzzo e Basilicata, è superiore a 1,25. L’ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza proroga di altre due settimane la zona rossa in Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta. Ma a leggere i dati Lombardia e Piemonte sono tecnicamente già in arancione. Il sistema di classificazione prevede che debba esserci un periodo di consolidamento del dato positivo prima di cambiare fascia e questo accadrà il 27 novembre. Dunque la settimana successiva, quando il governo varerà le nuove regole, potranno godere delle misure allentate non escludendo di poter essere addirittura in fascia gialla. Una possibilità che sembra invece esclusa per la Calabria — ancora in situazione critica — e per la Valle d’Aosta, ancora in piena zona rossa. In bilico rimangono la Puglia, che ieri ha rischiato di diventare rossa, e la Sicilia dove la situazione non è ancora ottimale.

Il 3 dicembre si deciderà il destino della Campania e della Toscana che sono entrate in zona rossa il 13 novembre. Si stabilirà se Emilia-Romagna e Marche possono tornare in fascia gialla. E il giorno prima sarà valutata la Liguria che dall’11 novembre è in fascia arancione. Osservate speciali rimangono invece il Friuli-Venezia Giulia (arancione), il Molise (arancione) e il Veneto (gialla) che secondo i dati del monitoraggio «sono classificate con un rischio moderato ma con probabilità alta di progredire a rischio alto nel prossimo mese». Destino segnato anche per l’Abruzzo che da domano entra nella fascia peggiore.

Altre due settimane di restrizioni quindi per concedere poi maggiore libertà di movimento ai cittadini. La date chiave sono il 17 e il 24 dicembre, sulla base del monitoraggio settimanale si deciderà se è possibile mantenere misure meno rigide o se invece sia necessario prevedere nuove chiusure in vista delle festività. “Fare previsioni di lungo termine non è possibile”, ripetono a Palazzo Chigi confermando che “il sistema di divisione per fasce non sarà modificato”.

Dal ministero e dall’Istituto però invitano alla prudenza: è troppo presto per cantare vittoria. “Questo andamento non deve portare ad un rilassamento delle misure o ad un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti”, scrive la Cabina di regia. Il direttore della Prevenzione del ministero, Gianni Rezza, ricorda che in Italia “l’incidenza dei casi è ancora elevata, supera 730 per 100mila abitanti, il che vuol dire che bisogna continuare a prendere delle precauzioni e naturalmente le norme in vigore devono restare ancora valide”. In ben 17 Regioni sia in terapia intensiva che nei reparti internistici l’occupazione supera le soglie di allarme del 30 e del 40%.

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