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Nuovo Dpcm entro domenica? Il Governo smentisce: “Mera ipotesi senza fondamento”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 21 Ott. 2020 alle 08:36 Aggiornato il 21 Ott. 2020 alle 12:11
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“In merito ad alcuni articoli apparsi oggi sui quotidiani, in base ai quali si andrebbe ‘verso un nuovo Dpcm‘, fonti di Palazzo Chigi fanno notare che si tratta soltanto di mere ipotesi che non trovano alcun fondamento allo stato attuale perché è tutto vincolato all’andamento della curva epidemiologica, su cui c’è la massima attenzione da parte del Governo”, è quanto dichiarano fonti di Palazzo Chigi dopo che sono circolate le prime indiscrezioni su una nuova stretta che il governo sarebbe stato pronto ad annunciare entro domenica. Le anticipazioni pubblicate dai quotidiani nazionali prevedevano la chiusura di palestre e piscine, limiti agli orari dei centri commerciali nel fine settimana, e un possibile coprifuoco notturno su tutto il territorio nazionale dalle 23 alle 6 del mattino, sulla base del fatto che la curva epidemiologica secondo alcune proiezioni sarebbe destinata a crescere in modo esponenziale tra oggi e venerdì e la pressione sugli ospedali ad aumentare.

Dopo i coprifuochi imposti da Lombardia, Piemonte e Campania, si parlava di un giro di vite anche in Liguria, Puglia e Lazio, con Zingaretti che valutava l’ipotesi introdurre lezioni a distanza nelle Università, fatta eccezione per le matricole del primo anno. Sul piano nazionale invece, circolava l’ipotesi di limitare gli orari di apertura e chiusura di bar, ristoranti e centri commerciali nel week end, nonché di chiudere le palestre. Ma Palazzo Chigi nella nota chiarisce: “In questa fase di continua emergenza, con la situazione in costante evoluzione, certamente non si può escludere che possano essere adottati nelle prossime settimane altri provvedimenti, ma non significa affatto che siano state già prese delle decisioni o nuove misure. Azzardare o ipotizzare adesso, quindi, nuovi e imminenti decreti rischia soltanto di creare confusione e incertezze tra i cittadini”.

Secondo Repubblica, all’interno dell’esecutivo era in corso un braccio di ferro sul coprifuoco nazionale, con il Partito Democratico d’accordo ad imporlo dalle 22 alle sei del mattino per “dare un segnale” di severità, e il M5S incline a concederlo al massimo a partire dall’una. Il premier, invece, contrario. Il rimedio estremo di cui si parlava era addirittura l’imposizione di misure al limite del lockdown, e cioè il divieto a tutti gli spostamenti ad eccezione di motivi necessari: lavoro, salute e scuola. La nota di Palazzo Chigi però chiarisce che il Governo in queste ore “sta continuando a lavorare in stretto contatto con le Regioni e le Autonomie locali per coordinare l’adozione di misure specifiche legate ad aree territoriali dove si riscontrano maggiori criticità”.

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