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Coronavirus, l’allarme dell’immunologo: “Col vaccino troppo in fretta rischio catastrofe”

Di Redazione TPI
Pubblicato il 25 Mag. 2020 alle 09:25
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Immagine di copertina
Credit: Arne Dedert/dpa

Coronavirus, l’allarme dell’immunologo: “Col vaccino troppo in fretta rischio catastrofe”

Un vaccino per il Coronavirus realizzato troppo velocemente potrebbe avere conseguenze catastrofiche. A sostenerlo è l’immunologo Douglas Green, vice direttore della rivista Science Advances, in un editoriale intitolato “Fast is slow and slow is fast” (“Veloce è lento e lento è veloce”). Secondo l’immunologo, “bypassare gli studi clinici per un potenziale vaccino contro Sars-CoV-2 sarebbe catastrofico”. L’ipotesi è stata sostenuta da chi punta a velocizzare il processo di approvazione dei vaccini, per consentire ai paesi di avere un’arma definitiva contro il Covid-19. Ma Green sostiene che nella ricerca scientifica, e in particolare nella messa a punto di un vaccino, vale la regola per cui “chi va piano va sano e lontano”, quindi “andare veloci sarebbe come rallentare, rallentare significa riuscire ad andare più veloci”.

Il rischio è quello di commettere qualche errore di dover poi ritornare sui propri passi. “È fondamentale prendersi del tempo per garantire la sicurezza e indagare sui potenziali effetti avversi”, avverto l’esperto. “Un vaccino in grado di innescare risposte anticorpali fortemente neutralizzanti nei test clinici senza test di sicurezza completi non sarà ancora pronto per l’implementazione diffusa”. Uno dei rischi, ad esempio, è che si verifichi il fenomeno dell’antibody-dependent enhancement (ADE), a causa del quale gli anticorpi legati al virus legarsi anche ai recettori per gli anticorpi delle cellule, facilitando in questo modo l’infezione. “Un fenomeno preoccupante osservato con i vaccini contro Dengue, Ebola, Hiv e coronavirus dei felini”, ricorda Green. “I test etici accelerati sull’uomo non devono essere esclusi completamente”, conclude l’immunologo, “La necessità di velocità è chiara, ma i rischi estremi devono essere valutati bene in confronto ai potenziali benefici”.

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