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Coronavirus, scoperto un nuovo meccanismo che fa aggravare i malati

I ricercatori hanno dimostrato per la prima volta come in corso di infezione di Covid-19 grave sia attivata la "cascata del complemento"

Di Redazione TPI
Pubblicato il 20 Mag. 2020 alle 17:16 Aggiornato il 20 Mag. 2020 alle 17:20
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Immagine di copertina
Credit: Ansa

Coronavirus, scoperto un nuovo meccanismo che fa aggravare i malati

Gli scienziati hanno individuato un nuovo meccanismo che fa aggravare i pazienti malati di Covid-19. A dare la notizia è uno studio pubblicato sul Journal of Allergy & Clinical Immunology e condotto dagli Irccs Policlinico di Milano e Istituto Auxologico Italiano. I ricercatori hanno dimostrato infatti per la prima volta come in corso di infezione di Covid-19 grave sia attivata la “cascata del complemento“. Segni di questa attivazione sono stati rilevati su un gruppo di pazienti analizzati dai ricercatori. Il complemento, spiega Pier Luigi Meroni, direttore del Laboratorio sperimentale di ricerche di immunologia clinica e reumatologia dell’Auxologico di Milano, “è costituito da una serie di proteine che si attivano a cascata in maniera molto simile a quella della coagulazione”.

Questo sistema ha una funzione essenziale nelle difese dell’organismo verso agenti infettivi e verso neoplasie, che viene definita “immunità innatà”, ovvero la “componente di sistema immunitario che si attiva ancor prima che si sviluppi una risposta immune specifica”, come spiega l’esperto. Tale meccanismo “è in grado di scatenare la produzione di fattori infiammatori quali le anafilatossine, di stimolare l’attivazione della stessa coagulazione e, in caso di mancato controllo, di sostenere un’esagerata risposta infiammatoria. L’inibizione del complemento ha un potenziale terapeutico in corso di Covid-19 grave perché, agendo contemporaneamente sia sull’infiammazione sia sulla coagulazione, può prevenire un ulteriore danno polmonare e sistemico”.

Come spiega Massimo Cugno, dell’Unità operativa di medicina generale – emostasi e trombosi del Policlinico di Milano, lo studio “ha dimostrato che i 31 pazienti con Covid-19 e insufficienza respiratoria” esaminati “avevano segni di attivazione della cascata del complemento evidenziati utilizzando test molto sensibili che solitamente si usano nel monitoraggio e nella cura di malattie rare legate al complemento. La presenza di prodotti di attivazione del complemento in questi pazienti si è dimostrata associata al grado di gravità della malattia”. I risultati della ricerca, seppure promettenti, sono in attesa dell’esito di studi clinici in grado di validarne formalmente l’efficacia. Se confermati, offriranno un nuovo strumento prognostico per la Covid-19 ma anche il razionale per l’uso terapeutico di farmaci bloccanti il complemento fino ad ora utilizzati solo per uso compassionevole.

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