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Parma, morti 13 missionari saveriani: si sospetta per Coronavirus

Di Redazione TPI
Pubblicato il 26 Mar. 2020 alle 20:16 Aggiornato il 26 Mar. 2020 alle 20:21
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Coronavirus, a Parma morti 13 missionari saveriani

A Parma sono deceduti 13 missionari saveriani in due settimane. Non è ancora dato sapere se il Coronavirus si sia diffuso in Viale San Martino, nella città di Parma, eppure sono stati accertati 13 decessi in 15 giorni tra i padri missionari saveriani della casa madre: alcuni sono morti in ospedale, altri invece nello loro stanze della sede internazionale. Si sono autoisolati, non si entra e non si esce per proteggere se stessi e anche gli altri. “Non sappiamo se si tratti di Covid-19, non è stato fatto alcun tampone da chi è competente, certo è una situazione anomala”, ha spiegato padre Rosario Giannattasio. “Fino a questo momento si registravano 4-5 decessi l’anno, tra l’altro alcuni erano anche relativamente giovani”. Altri ammalati nell’infermeria della struttura. Tutti mangiano a distanza, pregano da soli.

Parma, in due settimane addio a 13 padri saveriani

Nell’arco di due settimane, hanno dovuto dire addio ai padri Stefano Coronese Gerardo Caglioni, Luigi Masseroni, Giuseppe Scintu, Guglielmo Saderi, Giuseppe Rizzi, Piermario Tassi, Vittorio Ferrari, Enrico Di Nicolò, Corrado Stradiotto, Pilade Giuseppe Rossini, Nicola Masi. L’ultima vittima risale a lunedì scorso, padre Piergiorgio Bettati. Padre Giannattasio li ricorda così: “Hanno lavorato in Africa, in Asia, America Latina, noi saveriani siamo in 20 diversi Paesi del mondo e se per tutta la loro vita, per usare un termine caro a Papa Francesco, hanno avuto addosso ‘l’odore delle pecore’, in questa ultima parte della loro vita hanno addosso il virus che sta colpendo tanti uomini e tante donne. In questa vicenda, pur nel dolore, c’è una profonda comunione di noi missionari con la realtà in cui siamo. È sofferenza, ma è anche prendere atto di questa vita donata ai fratelli e vissuta fino in fondo in questo modo. Non ci fa certo rallegrare, ma ci fa dire grazie a Dio di aver vissuto fino in fondo la nostra vocazione”.

L’appello dei padri saveriani: “Abbiamo bisogno d’aiuto”

Già qualche giorno fa era arrivato un appello da parte dei padri saveriani che chiedevano aiuto alle istituzioni “che, senza voler dare un giudizio, fanno molta fatica in questo momento”. E l’appello è stato colto: in tanti hanno mostrato solidarietà in tantissimi modi, dalla preghiera al supporto telefonico. “Possiamo dire che queste morti abbiano avuto un aspetto fecondo nel dimostrare che la carità cristiana esiste ancora, e che esiste anche una grande valenza umana della nostra terra, dell’Italia. Ecco, questo è stato il risultato dell’appello”, ha concluso padre Giannattasio.

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