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Milano, mega rissa in un parco al Quarto Oggiaro. I partecipanti indossano la mascherina | VIDEO

Bastoni, catene e coltelli: rissa ai tempo del Coronavirus in un parco di Milano, zona Quarto Oggiaro. La polizia ha denunciato otto ragazzi: alcuni indossavano le mascherine

 

 

Milano, mega rissa in un parco al Quarto Oggiaro. I partecipanti indossano la mascherina

Una maga rissa a Milano, in zona Quarto Oggiaro, ai tempi del Coronavirus. Alcuni ragazzi si sono affrontati a viso aperto armati di bastoni, catene e un coltello. Alcuni di loro, però, indossavano le ormai introvabili mascherine.  L’episodio è accaduto intorno alle 15.30 di domenica 15 marzo 2020, nel Parco dei 600. A denunciarlo il comitato di quartiere con un post su Facebook.

Nel video si vedono alcuni giovani azzuffarsi tra loro. La rissa riguarda in particolare due ragazzi: uno è armato di bastone e l’altro di catena. Poi uno di loro sembra impugnare un coltello e pare accoltellare l’avversario, che però resiste. Nel frattempo si accendono altri focolai e altri ragazzi si ‘beccano’. I vicini dai balconi gli intimano di smettere ma la situazione si placa solo all’arrivo della polizia. Gli agenti hanno fermato diverse persone. Sono sette cittadini afghani tra i 22 e i 36 anni e un pakistano di 24 anni. Gli otto ragazzi sono stati indagati e denunciati.

Questa la denuncia del Comitato Quarto Oggiaro che ha pubblicato il video qui sopra: “Ore 15.00 dal mio terrazzo vedo nel Parco dei 600 un gruppo di 8 persone. Non hanno mascherine. Si passano delle sigarette, presumo hashish. Credo che parlino arabo. Sono indeciso se chiamare la polizia per il solo fatto che hanno disatteso la domiciliazione. Rinuncio. Alle 15.30 sento urla e strepiti. Ora le persone sono una ventina, molti sono armati di bastone ed uno di loro sembra impugnare un coltello. Alcuni si picchiano. Qualcuno fomenta, qualcun altro cerca di dividere, molti stanno a guardare. In tanti urlano dai balconi di smetterla. Dopo quindici minuti, arriva la polizia. Speriamo che nessuno di loro abbia bisogno di sovraccaricare il già oberato pronto soccorso dell’Ospedale Sacco, altrimenti, almeno in questo caso, “la selezione” dovremmo chiederla noi”.

Leggi anche: 1. Il paradosso dei tamponi per il Coronavirus: se un calciatore è positivo fanno test a tutta la squadra, ma non ai medici in prima linea /2. Mascherine gratis per tutti: l’azienda italiana tutta al femminile che ha convertito la produzione industriale per il Coronavirus

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